“La cura riguarda tutti”: a Selvino la fragilità trasformata in impegno sociale

L’appuntamento è previsto domani, sabato 29 agosto, alle ore 18.45, presso la terrazza del bar Il Cantuccio in via Vulcano, nell’ambito della manifestazione Motori in Musica

La storia personale diventata patrimonio collettivo

Leggere le parole di Simona Lancioni ha generato una forte emozione all’interno del gruppo Facebook dell’ente del terzo settore Nessuno è Escluso ODV. Un’Organizzazione di Volontario che si occupa di caregiver e fine vita. La sua analisi ha restituito la sensazione di essere stati realmente compresi, riconoscendo una storia raccontata senza nascondere fragilità, paura e fatica, ma anche tutto ciò che da queste esperienze è riuscito a nascere.

L’associazione ha espresso un sincero ringraziamento a Simona Lancioni per una lettura definita attenta, sensibile e profonda, capace di cogliere il legame tra la vicenda personale vissuta dalla famiglia e la nascita di un percorso fondato sulla cura, sull’impegno, sui diritti e sulla costruzione di una comunità più inclusiva. L’appuntamento con la presentazione del volume “La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso” è per sabato 29 agosto alle 18.45 presso la terrazza del bar Il Cantuccio in via Vulcano a Selvino, nell’ambito della manifestazione Motori in Musica.

Dalla sofferenza alla possibilità di aiutare gli altri

Le parole dedicate alla loro esperienza hanno permesso a Nessuno è Escluso di ritrovare il percorso affrontato nel tempo: partire dal tentativo di resistere, attraversare momenti caratterizzati da paura e difficoltà e riuscire progressivamente ad ampliare lo sguardo verso le esigenze degli altri.

Uno dei significati più importanti di questa storia è proprio la capacità di trasformare una ferita in un ponte, la solitudine in una casa, la propria esperienza personale in una possibilità concreta di essere presenti anche per altre persone.

L’associazione ha sottolineato la gratitudine verso Simona Lancioni per avere riconosciuto questo percorso senza fermarsi alle parole, ma entrando nelle parti più profonde di una storia individuale che oggi rappresenta quella di molte altre famiglie, con rispetto e cura.

Il libro sulla cura tra famiglia e battaglia per i diritti

Il volume “La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso”, scritto da Fortunato Nicoletti e Maria Coppola e pubblicato da In Dialogo nel 2026, nasce dall’esperienza diretta degli autori, una coppia di genitori di tre figli, una delle quali, Roberta, di 10 anni, convive con una malattia ultra rara.

Il libro, però, non si limita al racconto autobiografico. La vicenda familiare diventa il punto di partenza per affrontare una questione più ampia: l’abbandono vissuto dalle cosiddette “famiglie rare”, spesso costrette ad affrontare situazioni di grande fragilità quasi completamente da sole.

L’opera sposta quindi l’attenzione dalla dimensione privata a quella politica e sociale, evidenziando la necessità di riconoscere la cura come una responsabilità condivisa.

La cura oltre l’eroismo individuale

Secondo gli autori, l’abbandono non riguarda soltanto le istituzioni, ma anche una società e una politica ancora influenzate dall’idea che prendersi cura significhi sacrificarsi individualmente o dimostrare una forma di eroismo.

Il libro mette invece in discussione questa visione, sostenendo che la cura non debba essere considerata un problema esclusivamente familiare, ma una responsabilità collettiva che, come affermato nel titolo stesso, “riguarda tutti”.

Questa prospettiva nasce dalla convinzione che la cura non sia «un gesto tecnico, ma un atto politico» (pag. 23), con un valore universale e con un forte collegamento ai temi dei diritti e della cittadinanza.

La tutela dei caregiver e la resistenza quotidiana

Il tema dei diritti attraversa tutta l’opera come un elemento centrale. La condizione dei caregiver italiani viene descritta attraverso una realtà ancora caratterizzata dalla mancanza di una tutela specifica da parte dello Stato.

Per chi si prende cura di una persona fragile, infatti, «è ancora un atto di resistenza» (pag. 24), e «ci sono giorni in cui ci si sente sotto attacco» (pag. 25).

La cura emerge quindi come una pratica quotidiana fatta di presenza, responsabilità e difficoltà, ma anche come una forma di resistenza capace di rivendicare dignità e riconoscimento.

La cura come relazione: esserci oltre il fare

Nel libro “La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso” la cura viene descritta anche come una dimensione profondamente legata alla relazione. Come sottolineano Fortunato Nicoletti e Maria Coppola, «prendessi cura non significa solo “fare”, ma esserci» (pag. 23).

Ogni persona coinvolta in una relazione attribuisce significati personali agli scambi quotidiani e osserva ciò che accade attraverso il proprio punto di vista. Per questo motivo il volume assume spesso una dimensione corale, lasciando spazio alle voci dei diversi componenti della famiglia.

Accanto alla prospettiva dei genitori trovano spazio infatti le parole di Roberta, ma anche quelle di Andrea e Francesca, fratello e sorella maggiori della bambina, accolte senza giudizio e con attenzione verso tutte le emozioni che accompagnano il percorso familiare.

La famiglia e la complessità dei legami

Il racconto proposto dagli autori non nasconde le contraddizioni che possono emergere all’interno di una famiglia chiamata a convivere con una condizione di particolare fragilità.

Le testimonianze raccolte nel libro riconoscono la presenza di sentimenti diversi, anche ambivalenti, dando valore a ogni esperienza individuale e mostrando come la cura non sia composta soltanto da momenti di forza, ma anche da interrogativi, paure e difficoltà.

Attraverso questo approccio, La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso supera una visione semplificata della disabilità e della malattia rara, proponendo una narrazione fondata sull’ascolto e sul riconoscimento della persona nella sua complessità.

La dimensione interiore della cura

Come molti altri temi legati all’etica e alla responsabilità umana, anche la cura richiede un importante lavoro introspettivo e talvolta esistenziale.

Nel libro si legge:

«Raro tra i rari è chi riesce a trovare poesia anche nel dolore, chi trasforma una diagnosi in una narrazione, il limite in un inizio, una ferita in una testimonianza. Chi non si rassegna all’idea che la diversità debba essere “curata”, ma chiede che venga accolta, compresa, amata. È raro chi si ferma ad ascoltare, chi non si accontenta di guardare, ma sceglie di vedere, chi non si chiede “che cosa manca”, ma “che cosa resta”» (pag. 33).

Queste parole racchiudono uno dei messaggi principali dell’opera: la differenza non deve essere eliminata, ma riconosciuta e accolta attraverso una cultura capace di valorizzare ogni persona.

Attraversare la vita quando mancano risposte certe

Un altro passaggio significativo del volume afferma:

«Forse il senso della vita non è capirla, ma attraversarla. Non è cercare risposte, ma imparare a restare anche quando le risposte non esistono. Non è vincere la paura, ma camminarci accanto senza smettere di amare. Ogni gesto di cura è un atto di fede. Ogni giorno di resistenza è una dichiarazione d’amore» (pag. 127).

La cura viene quindi rappresentata come un percorso quotidiano nel quale convivono amore, resistenza e capacità di affrontare l’incertezza senza perdere il legame con gli altri.

Dalla sopravvivenza alla comunità solidale

Nel percorso raccontato dagli autori, la cura diventa anche una forma di apertura verso il mondo esterno.

Il libro racconta:

«All’inizio volevamo solo sopravvivere, poi volevamo solo farcela, poi volevamo che la nostra fatica avesse un senso. E da lì, quasi senza accorgercene abbiamo smesso di guardarci addosso e abbiamo iniziato a vedere anche gli altri» (pag. 119).

Da questa trasformazione personale nasce, nel 2020, in modo quasi “spontaneo”, l’Associazione Nessuno è Escluso, realtà del terzo settore fondata con l’obiettivo di sostenere altre persone e famiglie che vivono situazioni di fragilità.

All’interno dell’associazione, Maria Coppola ricopre il ruolo di presidente mentre Fortunato Nicoletti è vicepresidente.

Nessuno è Escluso: dal dolore all’aiuto concreto

La nascita dell’associazione rappresenta il passaggio da una sofferenza vissuta in ambito privato a un impegno rivolto alla collettività.

Gli autori spiegano:

«Aiutare gli altri ci ha salvati almeno quanto loro pensano che noi li abbiamo salvati. Quando senti che il tuo dolore serve, cambia forma. Da peso diventa luogo, da ferita diventa ponte, da solitudine diventa casa. E noi siamo questo: una casa che tremava, ma si è aperta comunque» (pag. 121).

Questa frase sintetizza il significato profondo del percorso di Nessuno è Escluso: utilizzare la propria esperienza per creare una rete di sostegno e trasformare una difficoltà personale in una possibilità di inclusione per altri.

Selvino accoglie di “La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso” 

Il messaggio della cura, dell’inclusione e della capacità di trasformare una difficoltà personale in un impegno rivolto agli altri arriva a Selvino con la presentazione del libro “La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso” di Fortunato Nicoletti e Maria Coppola.

L’appuntamento è previsto domani, venerdì 29 agosto, alle ore 18.45, presso la terrazza del bar Il Cantuccio in via Vulcano, nell’ambito della manifestazione Motori in Musica. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune e la Pro Loco Selvino – Turismo ed Eventi Altopiano Selvino Aviatico. La rassegna Motori in Musica si svolge a Selvino dal 28 al 30 agosto 2026 con appuntamenti dedicati a spettacolo, musica, motori e inclusione. (Halleyweb)

A promuovere l’incontro è il gruppo Facebook dell’ente del terzo settore Nessuno è Escluso ODV, che ha ricordato l’importanza di condividere una storia nata dalla fragilità familiare e diventata un percorso collettivo di sostegno e difesa dei diritti.

La presentazione del volume: confronto e testimonianza

L’incontro di Selvino rappresenta un’occasione per raccontare il percorso racchiuso nel volume “La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso”, un’opera che parte dalla storia personale degli autori per affrontare temi universali come la responsabilità sociale, il sostegno alle famiglie rare e il valore della comunità.

Il libro di Fortunato Nicoletti e Maria Coppola, pubblicato da In Dialogo nel 2026, mette al centro una domanda fondamentale: chi deve occuparsi della cura? La risposta proposta dagli autori supera la dimensione privata e familiare, indicando nella cura una responsabilità che coinvolge l’intera società.

Un libro tra esperienza familiare e diritti

L’opera nasce dalla vicenda di una famiglia composta da due genitori e tre figli, tra cui Roberta, una bambina di 10 anni con una malattia ultra rara.

La narrazione prende avvio dall’esperienza quotidiana degli autori, ma non rimane confinata al racconto personale. La storia familiare diventa infatti lo strumento per denunciare la condizione di molte “famiglie rare”, spesso lasciate sole davanti a situazioni complesse e davanti a una rete di sostegni ancora insufficiente.

Il libro evidenzia come l’abbandono non riguardi soltanto le istituzioni, ma anche una cultura sociale e politica che troppo spesso interpreta la cura come una responsabilità individuale, affidata alla forza dei singoli.

La cura come responsabilità e atto politico

Uno dei concetti centrali del volume è racchiuso nell’idea che la cura non sia soltanto un gesto rivolto alla persona fragile, ma un elemento fondante della società.

Gli autori spiegano infatti che la cura non è «un gesto tecnico, ma un atto politico» (pag. 23), sottolineando la necessità di inserirla nell’ambito dei diritti e della cittadinanza.

Questa prospettiva attraversa tutta l’opera e richiama anche la condizione dei caregiver italiani, che ancora oggi non dispongono di una tutela specifica da parte dello Stato.

Per chi assiste quotidianamente una persona fragile, la cura «è ancora un atto di resistenza» (pag. 24), mentre «ci sono giorni in cui ci si sente sotto attacco» (pag. 25).

Il valore della relazione e delle voci familiari

Nel libro la cura viene raccontata soprattutto come una forma di relazione.

Come ricordano gli autori, «prendessi cura non significa solo “fare”, ma esserci» (pag. 23).

La dimensione familiare viene quindi rappresentata attraverso più punti di vista: oltre alle parole di Roberta, trovano spazio anche quelle di Andrea e Francesca, fratello e sorella maggiori della bambina.

Il volume accoglie queste testimonianze senza giudizio, riconoscendo la complessità delle emozioni vissute da chi cresce accanto a una persona con bisogni particolari.

Trasformare una ferita in un ponte 

Dal percorso personale degli autori nasce nel 2020 l’Associazione Nessuno è Escluso, realtà del terzo settore fondata con l’obiettivo di sostenere altre persone e famiglie.

Maria Coppola ricopre il ruolo di presidente mentre Fortunato Nicoletti quello di vicepresidente.

La nascita dell’associazione rappresenta il passaggio dalla sofferenza privata all’impegno pubblico, trasformando una difficoltà vissuta in prima persona in una possibilità concreta di aiuto.

Come scritto nel libro:

«Aiutare gli altri ci ha salvati almeno quanto loro pensano che noi li abbiamo salvati. Quando senti che il tuo dolore serve, cambia forma. Da peso diventa luogo, da ferita diventa ponte, da solitudine diventa casa. E noi siamo questo: una casa che tremava, ma si è aperta comunque» (pag. 121).

Costruire una società capace di accogliere

L’intero volume si sviluppa in equilibrio tra introspezione e rivendicazione dei diritti, tra crescita personale e consapevolezza politica.

La storia raccontata da Nicoletti e Coppola invita a superare una visione della cura legata esclusivamente al sacrificio, proponendo invece un modello fondato su partecipazione, riconoscimento e solidarietà.

Il libro descrive il percorso che porta dalla paura alla condivisione, dalla solitudine alla comunità, dalla fragilità alla possibilità di generare cambiamento.

Informazioni bibliografiche 

Fortunato Nicoletti con Maria Coppola, La cura riguarda tutti. Nessuno è escluso, prefazione di Carlo Giacobini, postfazione di Lisa Noja, collana Civitas, Milano, In Dialogo (ITL Libri), 2026, 152 pagine, prezzo 13 euro.

Per maggiori informazioni: associazione@nessuno-escluso.it e Associazione Nessuno è Escluso.

L’appello di Nessuno è Escluso: “Noi non molliamo”

Attraverso la presentazione di Selvino, il messaggio dell’associazione torna a essere quello che accompagna da sempre il suo percorso: non fermarsi davanti alle difficoltà e continuare a costruire reti di sostegno.

Un invito sintetizzato nelle parole condivise dal gruppo Facebook di Nessuno è Escluso ODV:

“Noi non molliamo”.

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