Le sonorità del Seicento strumentale saranno le assolute protagoniste dell’imminente appuntamento della quinta edizione di «Musica Mirabilis». Festival musicale internazionale «Giovanni Legrenzi», rassegna che nel 2026 celebra il quarto centenario della nascita del compositore clusonese. La manifestazione prosegue sabato, alle ore 20.45, presso la Chiesa di San Defendente di Clusone, con il quarto concerto della stagione dedicato interamente alle «Sonate da chiesa» di Giovanni Legrenzi.
Questo specifico corpus di opere rappresenta una sezione imprescindibile della produzione del maestro, all’interno della quale il musicista ricoprì un ruolo di primaria importanza per l’evoluzione del linguaggio musicale dell’epoca.
I musicisti dell’Ensemble Legrenzi e gli interpreti della serata
Per dare vita a questo articolato percorso sonoro salirà sul palco l’Ensemble Legrenzi. La formazione riunisce al suo interno alcuni degli interpreti già apprezzati nelle precedenti edizioni della rassegna: Luca Giardini e Pietro Battistoni ai violini, Marco Frezzato al violoncello e Ivana Valotti all’organo.
Dialoghi musicali: le opere dei contemporanei tra Cinque e Seicento
All’interno della scaletta della serata, le composizioni legrenziane verranno accostate ed intrecciate alle opere di altri celebri autori della musica strumentale a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento. Il pubblico potrà ascoltare il Ricercare sesto per violoncello solo di Domenico Gabrielli, la Toccata in re per organo di Bernardo Pasquini, la Canzona passeggiata per violino e basso continuo di Angelo Notari e le variazioni per violino solo Vestiva i colli di Francesco Rognoni Taeggio, composte sopra il celebre e omonimo madrigale «Vestiva i colli» di Giovanni Pierluigi da Palestrina.
Contestualizzazione storica e stilemi legrenziani
Questo attento impianto programmatico permette di collocare la produzione strumentale di Legrenzi nel più vasto contesto storico del suo tempo, mettendone in evidenza le peculiarità stilistiche: l’invenzione melodica, l’incisività ritmica, la varietà delle strutture e la ricchezza dell’elaborazione armonica e contrappuntistica.
Il catalogo delle opere e le edizioni veneziane a stampa
Benché fosse primariamente un organista, Legrenzi riservò un impegno costante alla musica strumentale e alla sonata da chiesa, genere inserito in molteplici sue raccolte editoriali. In totale, il suo catalogo annovera cinquantasei sonate da chiesa, a dimostrazione della centralità di questo repertorio nella prima fase della sua carriera artistica.
Il programma proposto attingerà in particolare a due celebri raccolte pubblicate a Venezia che registrarono numerose ristampe per via del loro grande utilizzo nelle cappelle ecclesiastiche dell’epoca: l’opera quarta, Suonate da Chiesa e da Camera, Correnti, Balletti, Alemande e Sarabande a tre, doi Violini e Violone, con il Basso continuo (data alle stampe a Venezia nel 1656), e l’opera ottava, Sonate a due, tre, cinque e sei Istromenti (edita a Venezia nel 1663).
Titoli d’epoca e il legame con il patriziato
Nel corso del concerto verranno eseguite diverse pagine memorabili, tra le quali figurano «La Brembata», «La Secca Soarda», «La Benaglia», «La Tassa», «La Rossetta», «La Bonacossa», «La Pezzoli» e «La Boiarda». Si tratta di denominazioni peculiari che, come sottolinea Ivana Valotti — direttrice artistica del festival «Musica Mirabilis» insieme a Giovanni Acciai e autrice della scheda di presentazione del concerto inclusa nella brochure di sala —, richiamano “nomi di illustri famiglie patrizie venete, friulane, romane e lombarde” e contraddistinguono Un viaggio unico tra le architetture sonore del Seicento italiano per celebrare quattro secoli di eredità musicale“.