Il mercato immobiliare bergamasco continua a mostrare segnali di vitalità, ma sul futuro delle compravendite torna a pesare l’incognita dei tassi di interesse e del costo dei mutui. Nei primi sei mesi del 2026 le transazioni residenziali in provincia di Bergamo sono aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre la nuova stretta della Banca centrale europea rischia di rendere più oneroso l’accesso al credito.
Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate riportati da L’Eco di Bergamo, tra gennaio e giugno sono state registrate in Bergamasca 8.851 compravendite di abitazioni, il 2,8% in più rispetto al primo semestre 2025. Un andamento superiore a quello nazionale, dove nello stesso periodo l’incremento si è fermato al 2,1%.
A cambiare sensibilmente è però il quadro dei finanziamenti. Il rialzo di un quarto di punto deciso dalla Bce, con i tassi portati al 2,50%, potrebbe tradursi in un aumento delle rate soprattutto per i nuovi finanziamenti e per i mutui già sottoscritti a tasso variabile.
A Bergamo città le compravendite crescono del 17,6%
All’interno della provincia emergono differenze significative. Bergamo città registra una crescita particolarmente marcata, passando dalle 943 compravendite del periodo gennaio-giugno 2025 alle 1.109 dei primi sei mesi del 2026. L’incremento raggiunge così il 17,6%.
Molto più contenuta, pur rimanendo positiva, la variazione nel resto della provincia: le transazioni sono passate da 7.666 a 7.742, per un aumento dell’1%.
Il quadro conferma la solidità della domanda immobiliare, nonostante un altro elemento che rende sempre più complesso l’acquisto di una casa: l’aumento dei prezzi e la disponibilità limitata di immobili, soprattutto nelle zone maggiormente richieste.
Gianfederico Belotti, agente immobiliare e direttore di Valore Casa&Terreni, sottolinea come continui a esserci una domanda significativa di abitazioni, mentre diventa più complicato trovare bilocali e trilocali compatibili con le possibilità economiche di una famiglia media.
Poche case disponibili tra città e hinterland
La scarsità dell’offerta non riguarda soltanto il capoluogo. Proprio la difficoltà di trovare immobili a Bergamo spinge una parte degli acquirenti verso i comuni dell’hinterland, dove tuttavia iniziano a emergere problematiche simili.
Tra le aree indicate come particolarmente richieste c’è Torre Boldone, con una progressiva estensione dell’interesse immobiliare in direzione di Alzano Lombardo. Verso la pianura, invece, viene segnalato un mercato dinamico nell’area compresa tra Zanica e Azzano San Paolo.
La casa continua inoltre a essere percepita come un investimento solido. Chi dispone delle risorse necessarie tende in alcuni casi ad anticipare l’acquisto, anche nel timore di ulteriori aumenti delle quotazioni.
Il 2025 si era concluso con un livello record di compravendite in Bergamasca e i numeri della prima metà del 2026 mantengono il mercato su un percorso positivo. La variabile decisiva per i prossimi mesi potrebbe però diventare proprio il costo del denaro.
Mutui, quanto pesa il nuovo aumento dei tassi
La Banca centrale europea ha infatti deciso un nuovo incremento dei tassi di interesse di 0,25 punti percentuali, portandoli al 2,50%. Si tratta di un ulteriore inasprimento dopo quello già effettuato a giugno.
L’obiettivo della politica monetaria è contrastare le pressioni inflazionistiche, ma una delle conseguenze più immediate riguarda il credito concesso a famiglie e imprese.
Secondo una stima di MutuiSupermarket, per un mutuo a tasso variabile da 150mila euro della durata di 30 anni, il nuovo scenario comporterebbe un aggravio quantificato in circa 232 euro all’anno.
Il problema assume un peso ancora maggiore considerando che, secondo i dati riportati dall’osservatorio, circa una compravendita immobiliare su due viene sostenuta attraverso un mutuo.
Possibili nuovi rialzi nei prossimi mesi
L’aumento appena deciso potrebbe inoltre non essere l’ultimo. Le aspettative dei mercati, secondo MutuiSupermarket, indicherebbero la possibilità di un ulteriore intervento già nella riunione del 29 ottobre, seguito potenzialmente da un altro rialzo all’inizio del 2027.
Uno scenario che potrebbe progressivamente ridurre la capacità di spesa delle famiglie intenzionate ad acquistare un’abitazione.
Il precedente più vicino è quello osservato tra il 2022 e il 2023, quando la forte crescita dell’inflazione e il conseguente aumento dei tassi avevano contribuito a rallentare il mercato immobiliare. La successiva riduzione del costo del denaro aveva invece favorito la ripartenza.
Per questo il nuovo orientamento della politica monetaria rappresenta ora la principale incognita per un mercato bergamasco che, almeno nei numeri delle compravendite, continua a crescere.
I primi sei mesi del 2026 consegnano quindi un quadro a due velocità: da una parte una domanda ancora sostenuta e transazioni in aumento, dall’altra prezzi elevati, scarsità di abitazioni disponibili e finanziamenti destinati a diventare più costosi. Saranno soprattutto le prossime decisioni sui tassi a indicare se la crescita del mattone bergamasco riuscirà a proseguire con lo stesso ritmo.
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