Luglio 1964, San Pellegrino Terme. La cittadina simbolo della Belle Époque accoglie un ospite d’eccezione: Federico Fellini. Il regista, già famoso per capolavori come “La dolce vita” e “Otto e mezzo”, sceglie il parco del Grand Hotel di San Pellegrino come set per alcune scene del suo primo film a colori, “Giulietta degli spiriti”. Protagonista della pellicola è la moglie Giulietta Masina, affiancata da un cast che include Mario Pisu, Sandra Milo, Sylva Koscina e Caterina Boratto.
La cena in Città Alta prima del ciak
La sera del 25 luglio 1964, alla vigilia delle riprese, Fellini e Masina fanno tappa a Bergamo per una cena al ristorante Pianone in Castagneta. Qui, la coppia si concede una serata rilassante, ammirando la vista notturna della città. Come riportano le cronache dell’epoca, Fellini e Masina apprezzano particolarmente l’aria fresca di Città Alta e i casonsei, richiesti espressamente per gustare un piatto tipico bergamasco.
Una fotografia scattata durante la cena immortala il momento: Giulietta Masina, con un foulard in testa, e Federico Fellini, in maniche di camicia, sorridono davanti a una fetta di anguria. L’atmosfera conviviale e la bellezza del luogo rimangono impressi nella memoria della coppia, che già conosceva Bergamo ma ne riscopre il fascino sotto una nuova luce.
Il set al Grand Hotel di San Pellegrino
Dopo la parentesi bergamasca, la troupe si trasferisce a San Pellegrino Terme, dove le riprese si concentrano nel parco e all’interno del maestoso Grand Hotel, un capolavoro liberty costruito tra il 1902 e il 1904 e inaugurato dalla Regina Margherita di Savoia. Fellini, noto per la sua meticolosità, dirige le scene con grande attenzione, rimanendo nella località per diversi giorni.
Durante il soggiorno, Giulietta Masina riceve un riconoscimento speciale: viene nominata membro onorario della giuria del Premio di pittura. La cittadina termale lascia un’impressione duratura su Fellini, che già nel 1962 aveva visitato Bergamo in occasione del Gran Premio Bergamo, evento tenutosi alla Mostra del Cinema di Sant’Agostino. In quell’occasione, il regista riceve un premio come “benemerito del cinema”.
L’amore di Fellini per Bergamo
La città di Bergamo conquista Fellini, che non manca di elogiarla pubblicamente: «Bergamo ha tutta la mia gratitudine per questo riconoscimento, ma soprattutto ha tutta la mia ammirazione perché è una città veramente unica». Queste parole confermano il legame speciale tra il regista e la provincia bergamasca, che si rivela un luogo ideale per ispirare il suo lavoro e per vivere momenti di quiete tra un set e l’altro.

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