Una controversia che coinvolge un’anziana signora bergamasca di 86 anni e A2A continua a generare discussioni, sollevando interrogativi sul trattamento delle utenze domestiche. Tutto ha avuto inizio con la ricezione di bollette energetiche da cinquemila euro, a causa, secondo Adiconsum, di un contratto business applicato erroneamente.
La denuncia di Adiconsum
Adiconsum aveva reso noto il caso, evidenziando come l’utenza della signora fosse stata registrata come business anziché domestica, probabilmente a causa di un errore durante la compilazione del contratto. Eddy Locati, rappresentante di Adiconsum, aveva denunciato la rigidità della posizione dell’azienda, affermando che A2A si era rifiutata di risolvere il problema. L’associazione ha poi dichiarato che alla famiglia non restava altra scelta che procedere con un’azione legale.
La replica iniziale di A2A
In risposta alle accuse, A2A aveva chiarito la propria posizione tramite una lettera inviata ai media. L’azienda aveva spiegato che il debito non dipendeva dalla tipologia di contratto, bensì dai consumi elevati registrati. La presenza di un misuratore di grossa portata e un consumo atipico per un’utenza domestica erano stati indicati come elementi chiave per giustificare gli importi.
L’azienda aveva aggiunto di aver proposto soluzioni conciliative alla cliente, ma queste non erano state accettate. A2A aveva ribadito la propria disponibilità a un confronto per risolvere il caso, dichiarando che le opzioni restavano valide.
La controreplica di Adiconsum
Adiconsum aveva prontamente controreplicato, sottolineando che il problema non erano i consumi ma l’applicazione di un contratto business a una fornitura domestica. Locati aveva anche negato che fossero state avanzate proposte conciliative effettive, indicando come unica opzione quella di ricalcolare i consumi per il 2024 considerando la cliente vulnerabile. Questa soluzione avrebbe comportato un risparmio inferiore a cinquecento euro, insufficiente rispetto al debito complessivo.
L’associazione aveva espresso ulteriore delusione verso A2A, invitandola a essere più flessibile, soprattutto nei confronti di persone anziane o in difficoltà economica.
L’ultimo intervento di A2A
L’11 dicembre A2A ha inviato una nuova comunicazione per ribadire la propria posizione. L’azienda ha nuovamente sottolineato che gli importi contestati derivano da consumi superiori alla media di un’utenza domestica standard e che il misuratore installato non era tipico di una fornitura condominiale. A2A ha inoltre fatto appello alla privacy e alla normativa Arera, che regola la riservatezza nelle procedure di conciliazione.
L’azienda ha chiuso la lettera confermando la propria apertura a un confronto costruttivo con la cliente e Adiconsum, auspicando una ripresa del dialogo nell’ambito delle procedure conciliative previste.
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