La Comunità Emmaus ha annunciato con profonda tristezza la scomparsa di Rosangela Abbiati, cofondatrice e anima dell’associazione, avvenuta nella mattina di lunedì 30 dicembre. Rosangela, nata 73 anni fa ad Arcene, era malata da tempo, ma ha continuato fino all’ultimo a dedicarsi con amore ai tossicodipendenti, ai sieropositivi e ai malati di AIDS, come aveva fatto sin dal 1976, anno di fondazione della comunità insieme a don Giuseppe Monticelli.
Un impegno durato cinquant’anni
Rosangela è stata per mezzo secolo un punto di riferimento per la Comunità Emmaus, distinguendosi per il suo approccio umano e per la capacità di infondere speranza nei suoi ragazzi. “Non avrebbe voluto commenti celebrativi o retorici”, si legge nel messaggio pubblicato dalla comunità su Facebook, in cui si sottolinea come la sua eredità non risieda solo nei progetti portati avanti, ma soprattutto nei valori che li hanno ispirati.
Rosangela ha sempre incoraggiato i suoi ragazzi a guardare avanti con ottimismo e realismo, coltivando passioni e interessi, e ad affrontare il mondo con occhi curiosi capaci di stupirsi ogni giorno.
La camera ardente e i funerali
La salma di Rosangela si trova presso la Comunità Emmaus di Chiuduno, luogo simbolo del suo impegno. I funerali si svolgeranno giovedì 2 gennaio, alle ore 15, presso la Chiesa Parrocchiale di Arcene, suo paese natale.
Un messaggio di speranza
Nel ricordo lasciato dalla Comunità Emmaus, emerge il messaggio che Rosangela avrebbe voluto trasmettere: una chiamata all’azione concreta e al mantenimento di uno sguardo rivolto al futuro. La sua figura resterà un esempio per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla e per chi proseguirà il suo lavoro al fianco dei più fragili.
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