Luciano Muttoni, 58 anni, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Ossanesga, frazione di Valbrembo, domenica mattina. Il suo corpo giaceva sul pavimento del soggiorno in una pozza di sangue, con evidenti ferite alla testa. L’ipotesi più accreditata è che sia stato colpito ripetutamente con un oggetto contundente. Le indagini proseguono senza sosta, con due sospettati già interrogati fino a tarda serata.
Il ritrovamento del corpo e l’allarme
L’allarme scatta domenica 10 marzo alle 9:30, quando un’amica della vittima, preoccupata per il mancato contatto da venerdì pomeriggio, decide di recarsi all’abitazione di Muttoni in via Rossini a Ossanesga. Una volta entrata, scopre il cadavere dell’uomo riverso sul pavimento del soggiorno. Il 112 viene immediatamente avvisato, ma i soccorsi non possono far altro che constatarne il decesso.
Secondo una prima ricostruzione, il delitto sarebbe avvenuto tra il tardo pomeriggio di venerdì e la notte tra sabato e domenica. L’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, chiarirà l’esatto momento della morte.
Le tracce di sangue e il mistero dell’auto scomparsa
Sul vialetto d’ingresso del condominio, sono state trovate diverse macchie di sangue, probabilmente sgocciolate mentre l’assassino – o gli assassini – si allontanava dopo l’aggressione. Stranamente, nessuno dei dodici vicini di casa ha sentito rumori sospetti o grida nei giorni precedenti al ritrovamento.
Un ulteriore dettaglio alimenta il mistero: dalla sera di venerdì è sparita la Volkswagen Golf grigia di Muttoni. Il giorno prima dell’omicidio, il cinquantottenne aveva portato l’auto in officina per la sostituzione di una candela e l’aveva ritirata nel pomeriggio. La vettura è stata usata per la fuga? Gli assassini l’hanno rubata?
Nel pomeriggio di domenica, un segnale importante arriva da Solza, a 16 chilometri da Ossanesga: un giubbotto appartenente alla vittima, intriso di sangue, viene rinvenuto vicino al cimitero del paese.
Le indagini e i sospettati
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, coordinati dal sostituto procuratore Letizia Ruggeri, si sono immediatamente attivati. Decine di persone sono state interrogate nella giornata di domenica, cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti e contatti della vittima.
In serata emerge la notizia del fermo di due uomini, uno residente a Bergamo e uno a Monza, bloccati a Biassono, nei pressi del Parco di Monza. Gli inquirenti smentiscono la formalizzazione di fermi, ma confermano che i due sospettati sono stati trattenuti in caserma fino a tarda sera per essere interrogati. Gli investigatori sembrano vicini a risolvere il caso in tempi rapidi.
Le ipotesi degli investigatori
Fin dalle prime indagini, viene esclusa l’ipotesi di una rapina finita male. I Carabinieri si concentrano sulle ultime frequentazioni di Muttoni, uomo dal passato da operaio, disoccupato da alcuni anni e seguito dai servizi sociali. Il cinquantottenne, per mantenersi, affittava una stanza del suo trilocale a turisti e svolgeva occasionalmente il ruolo di tassista per i suoi ospiti.
Gli investigatori valutano due piste principali: un debito mai saldato che potrebbe aver portato a una spedizione punitiva finita in tragedia, oppure il coinvolgimento in affari poco chiari. Inoltre, si cerca di capire se Muttoni abbia aperto la porta al suo aggressore, o se sia stato colpito di sorpresa.
Gli elementi raccolti fino a ora indicano che la soluzione dell’omicidio potrebbe essere vicina, con i due sospettati al centro delle indagini e il mistero dell’auto scomparsa ancora da chiarire.
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