Si è presentato con una busta apparentemente ufficiale della parrocchia di San Giovanni Evangelista e ha chiesto donazioni in denaro e persino gioielli, spacciandosi per un emissario del parroco. Ma si trattava di una truffa ben orchestrata, sventata solo grazie alla prontezza di una coppia di pensionati che ha riconosciuto l’inganno e ha allertato la parrocchia.
L’uomo, descritto come italiano, sulla sessantina, di corporatura normale e privo di inflessioni dialettali, si sarebbe aggirato ieri mattina tra i cortili di via Locatelli, cercando di convincere i residenti a consegnargli offerte, sostenendo di essere stato incaricato da don Andrea Bellò. A supporto della sua messinscena, ha mostrato una lettera datata 2023, accompagnata da una busta con timbro parrocchiale, presumibilmente trafugata o contraffatta.
La segnalazione principale è arrivata da una signora, che insieme al marito ha ricevuto la visita del falso incaricato: «Ci siamo insospettiti subito – ha raccontato a L’Eco di Bergamo – anche perché ci ha parlato di offerte per le benedizioni natalizie, ma siamo in piena estate. Quando ha chiesto una collanina d’oro, l’abbiamo allontanato e avvertito il parroco».
Don Andrea, avvisato immediatamente, ha smentito con decisione qualsiasi legame tra la parrocchia e l’uomo: «Non abbiamo incaricato nessuno di raccogliere offerte, né questo è il periodo delle benedizioni casa per casa. Chiunque si presenti a nome nostro lo fa in maniera arbitraria e va segnalato alle autorità».
Il sacerdote ha anche sottolineato come la vicenda abbia generato comprensibile allarme nella comunità, soprattutto tra le persone anziane, più vulnerabili a simili raggiri. Dopo l’episodio, il messaggio di allerta è stato diffuso rapidamente tramite app di messaggistica e tra i frequentatori del centro diurno anziani, per evitare che il truffatore potesse colpire ancora.
Non è ancora chiaro se l’uomo sia riuscito ad ottenere qualcosa durante i suoi spostamenti in via Locatelli, ma le forze dell’ordine sono state informate e l’appello alla cittadinanza è quello di non aprire la porta a sconosciuti e di segnalare immediatamente comportamenti sospetti.
La vicenda riporta alla luce il rischio di truffe ai danni di anziani, spesso effettuate sfruttando simboli religiosi o figure autorevoli per carpire la fiducia dei malcapitati. Il parroco ha annunciato che la parrocchia non invierà mai incaricati senza preavviso e mai per raccogliere oro o denaro porta a porta, invitando tutti i fedeli a verificare sempre ogni richiesta con i referenti ufficiali della comunità pastorale.
Nel frattempo, il Comune e le forze dell’ordine stanno valutando una campagna informativa sul territorio per prevenire episodi simili e rafforzare la rete di protezione verso le fasce più deboli della popolazione.
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