Oltre 23 mila tonnellate di amianto rimosse in soli due anni, 17.105 siti mappati, bonifiche su coperture, tubature e aree industriali: è il bilancio aggiornato dell’attività di contrasto all’amianto nella provincia di Bergamo, emerso durante la relazione biennale presentata alla VI Commissione regionale Ambiente, energia, clima e protezione civile. Un’attività intensa che, nel biennio 2022-2023, ha visto il territorio bergamasco distinguersi per quantità di materiale rimosso e per estensione degli interventi, confermandosi una delle realtà più attive sul fronte della sicurezza ambientale.
Nel 2022 sono stati rimossi quasi 11,9 milioni di chili di amianto, tra matrici compatte e friabili. Nel 2023 il dato si è mantenuto su livelli simili, con 11,1 milioni di chili bonificati. Il totale per il biennio supera così le 23.000 tonnellate, un risultato imponente se confrontato con il quadro regionale: oltre 236 milioni di chili smaltiti in Lombardia nel 2022, e più di 228 milioni nel 2023.
Il documento regionale distingue le due principali tipologie di amianto: compatto, in cui le fibre sono saldamente incorporate, e friabile, più pericoloso poiché facilmente sbriciolabile e in grado di disperdere fibre nocive nell’aria. Entrambe le forme sono state oggetto di interventi, non solo su strutture a vista, ma anche su infrastrutture interrate, in particolare condotte idriche danneggiate.
Le bonifiche hanno interessato anche il sottosuolo, con rimozioni su tubazioni in cemento-amianto: 19 gli interventi nel 2022, 11 nel 2023, per complessivi 3.852 chili smaltiti. I lavori si sono resi necessari in seguito a fratture nelle condotte, che sono state in parte rimosse e in parte messe in sicurezza tramite incapsulamento o confinamento.
Tra gli interventi più rilevanti figurano le coperture di sei capannoni industriali a Costa Volpino, da cui sono stati rimossi 22.758 metri quadrati di eternit, oltre a un intervento di sovra-copertura su altri tre capannoni dello stesso sito per ulteriori 23.570 metri quadrati. A Cenate Sopra, invece, è stata effettuata una bonifica su 13.000 metri quadrati di tetti e tegole.
Il lavoro di mappatura è parte integrante della strategia regionale: tra il 2008 e il 2023 in Lombardia sono stati censiti 217.585 siti contenenti amianto, pubblici e privati. Nella sola Bergamasca, secondo i dati aggiornati a due anni fa, risultano 17.105 siti segnalati, dei quali 15.516 privati e 1.589 pubblici.
Il consigliere regionale Giorgio Bontempi (Fratelli d’Italia), intervenuto in Commissione, ha sottolineato che la Regione non si limita alla rimozione dell’amianto, ma investe anche in formazione, sicurezza e prevenzione, attraverso un progetto di legge mirato che introduce obblighi di verifica preliminare, dispositivi di protezione e formazione per gli operatori.
Tuttavia, come ha evidenziato il consigliere Michele Schiavi, sempre di Fratelli d’Italia, restano ancora molte situazioni da affrontare, in particolare in ambito residenziale. L’amianto continua infatti a essere una minaccia concreta: migliaia di persone si ammalano ogni anno per l’esposizione, e circa la metà dei casi ha esito fatale.
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