Un territorio che resiste e si trasforma
Il commercio in Valle Brembana mostra un volto in evoluzione, con un sistema economico che, pur tra difficoltà demografiche e strutturali, continua a dimostrare resilienza e capacità di adattamento.
L’analisi condotta da Confcommercio Bergamo e dalla Camera di Commercio evidenzia come la valle stia attraversando un periodo di trasformazione profonda, in cui il turismo e i servizi stanno gradualmente prendendo il posto del commercio tradizionale.
I dati saranno illustrati lunedì 20 ottobre nella sede di Confcommercio a Zogno, in via Alpini 11, nel corso dell’incontro “Il valore dell’incontro: voce al territorio”, alla presenza del presidente Giovanni Zambonelli. Dopo un aperitivo conviviale alle 12:45 e un confronto collettivo, gli imprenditori avranno la possibilità di incontrare i rappresentanti dell’associazione in colloqui individuali fino alle 16:00.
Oltre mille imprese attive nei 37 Comuni della valle
Attualmente la Valle Brembana conta oltre mille attività del terziario, pari al 4,4% dell’intera rete provinciale, distribuite nei 37 Comuni che ospitano circa 39.700 abitanti.
Il cuore pulsante dell’economia resta la media valle, con centri come Zogno, San Pellegrino, San Giovanni Bianco, Sedrina, Ubiale e Dossena, che concentrano 523 attività di servizi, quasi la metà del totale, e oltre 22.000 residenti.
Seguono la Val Serina (176 imprese, 16,2% della rete), l’alta valle centrale (156, 14,3%), l’alta valle orientale (97, 8,9%), la Val Brembilla (74, 6,7%), l’alta valle occidentale (45, 4,1%) e infine la Val Taleggio, con 20 attività (1,8%).
Commercio in calo, turismo e servizi in crescita
Negli ultimi cinque anni, dal 2020 al 2024, l’economia vallare mostra segnali di cambiamento strutturale.
Il commercio alimentare perde 16 imprese (-10,8%), un calo accentuato soprattutto negli ultimi due anni (-7,7%). Il settore non alimentare registra una flessione più lieve (-0,4% in cinque anni), mentre il commercio ambulante segna un arretramento del 14,3%.
In controtendenza, cresce il comparto dell’ospitalità con 10 nuove attività (+20,4%), sostenuto dal turismo e dall’enogastronomia locale, che fanno segnare un aumento anche nella ristorazione (+0,7%).
Parallelamente, le attività di servizi alle persone e alle imprese aumentano del 22,4% (+57 nuove attività), confermando la tendenza verso un’economia dei servizi più dinamica e integrata con il tessuto turistico.
Fusini (Confcommercio): “La valle è un laboratorio di resilienza”
Il direttore di Confcommercio Bergamo, Oscar Fusini, sottolinea come la Valle Brembana stia dimostrando una straordinaria capacità di adattamento, “dimostrando resistenza e resilienza. In un territorio che si spopola e in cui i redditi medi tendono a diminuire, il commercio tende a resistere maggiormente più ci si allontana dal fondovalle, perché è un servizio essenziale per la comunità e un’opportunità di lavoro per chi lo esercita”, come sottolineato a L’Eco di Bergamo.
Il direttore evidenzia inoltre le differenze tra le varie aree. “Le località sciistiche come Foppolo, Carona e San Simone mantengono una densità commerciale più alta, legata alla stagionalità turistica, mentre i centri dell’alta valle centrale – Piazza Brembana e Piazzatorre – garantiscono servizi a una residenzialità prevalentemente estiva e di fine settimana. Val Serina, con la sua tradizione di accoglienza e l’attività invernale della Conca dell’Alben, si distingue per vivacità e attrattività”.
Le sfide del territorio: viabilità e destagionalizzazione
Nonostante i segnali positivi del turismo, restano criticità strutturali legate alla viabilità.
Il vicepresidente del gruppo Mobili-Arredamenti di Confcommercio Bergamo, Giovanni Pietro Carminati, osserva che “la variante di Zogno ha portato benefici a Zogno e Ambria, ma non ha risolto del tutto le criticità legate ai lunghi incolonnamenti a monte e a valle. È necessario continuare a investire sulle infrastrutture”.
Carminati aggiunge che occorre “sostenere il turismo della neve nei comprensori di Foppolo, Piazzatorre e Alben, potenziare l’offerta estiva e favorire progetti di incoming e destagionalizzazione, anche attraverso la riqualificazione del patrimonio immobiliare”.
Una valle in equilibrio tra tradizione e futuro
Dal report emerge un quadro di equilibrio delicato: il commercio di prossimità perde terreno, ma il territorio trova nuova linfa nei servizi, nel turismo e nella cultura dell’accoglienza.
La Valle Brembana si conferma così laboratorio di resilienza, capace di unire identità locale e innovazione, ma chiede infrastrutture migliori, nuovi investimenti e una visione di sviluppo condivisa per valorizzare le sue anime: quella produttiva, quella turistica e quella comunitaria.
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