Un ponte tra cielo e terra: la luce delle stelle nel Monumentale
Dal 28 ottobre 2025 e per un mese intero, ogni volta che una stella attraversa il cielo nel bacino del Mediterraneo, una scia luminosa si accende sopra il muro del Cimitero Monumentale di Bergamo. Si tratta dell’intervento artistico del duo bolognese Antonello Ghezzi, formato da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi, che per la rassegna Contemporary Locus 17, curata da Paola Tognon, hanno realizzato un’opera visibile giorno e notte, pensata per unire il battito umano ai fenomeni celesti.
La loro installazione è attiva senza interruzioni e trasforma ogni passaggio di una meteora in un atto poetico e collettivo, un gesto simbolico che lega l’assenza alla speranza, dando corpo al concetto di desiderio come energia vitale.
Un’idea poetica con fondamento scientifico
Il lavoro di Antonello Ghezzi si sviluppa tra arte e scienza, grazie alla collaborazione costante con astronomi e osservatori internazionali. Le loro opere traducono dati celesti in esperienze percettibili, mettendo in dialogo il visibile e l’invisibile, la concretezza dei fenomeni astronomici con la loro interpretazione emotiva ed esistenziale.
Anche nel caso dell’opera per Bergamo, il duo ha lavorato partendo da un’intuizione poetica: dare forma alla mancanza attraverso la luce. E lo ha fatto con rigore tecnico, affinché ogni segnale luminoso sia una testimonianza reale del passaggio di una meteora, anche se – come spiegano – non si tratta di stelle vere e proprie, ma di micrometeoriti che impattano l’atmosfera terrestre.
Desiderio come motore simbolico dell’opera
L’installazione ruota attorno al concetto di desiderio, che nella sua origine latina significa “mancanza delle stelle”. In questo senso, la scia luminosa rappresenta una risposta visibile a un’assenza, un messaggio che anche nel vuoto resta spazio per immaginare e sperare. L’opera diventa così un atto condiviso di memoria, riflessione e possibilità.
All’interno del Cimitero Monumentale di Bergamo, dove convivono memoria, silenzio e architettura, questo gesto assume una forza simbolica ancora più intensa. Ricorda che nonostante la perdita e la fine, qualcosa continua a muoversi, ad accendersi, a collegare la terra al cielo.
Un progetto dal respiro internazionale
L’intervento di Antonello Ghezzi arriva a Bergamo dopo essere stato presentato in diverse città del mondo, tra cui Madrid, Atene, Santiago del Cile, Beirut e località in Argentina. Ogni volta, l’installazione si adatta al contesto, pur mantenendo l’essenza universale del suo messaggio: la connessione tra esseri umani e universo, tra assenza e possibilità, tra scienza e sogno.
Il duo descrive il proprio approccio come quello di “sognatori ignoranti”, capaci di partire da un’idea poetica e trasformarla in esperienza concreta, grazie anche alla competenza degli scienziati con cui collaborano. L’obiettivo è portare nella realtà ciò che solitamente si trova solo nelle favole, offrendo al pubblico un’esperienza sensoriale e spirituale al tempo stesso.
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