Anche Bergamo partecipa alla rivoluzione digitale delle cabine telefoniche, un progetto nazionale promosso da Tim per dare nuova vita a uno degli oggetti simbolo del Novecento. In città ne restano 52 ancora attive, mentre tutte le altre sono già state smantellate nell’ambito di un ampio piano di dismissione e riconversione, partito nel 2023 e tuttora in corso in tutta Italia.
La trasformazione delle cabine fa parte di un progetto di valorizzazione tecnologica, che prevede la riconversione delle postazioni superstiti in vere e proprie stazioni digitali multiservizio. Oltre al tradizionale utilizzo telefonico, che sarà garantito in forma gratuita, le nuove strutture offriranno accesso a servizi digitali per i cittadini, come pagamenti elettronici, chiamata taxi, informazioni turistiche e culturali, comunicazioni pubbliche e amministrative.
Previsto anche un importante presidio di sicurezza urbana: le postazioni saranno dotate di un tasto SOS per segnalazioni d’emergenza, utile in caso di pericolo o necessità immediata di assistenza. Un modo per coniugare innovazione e servizio pubblico, trasformando spazi in disuso in strumenti di utilità quotidiana e accessibili a tutti.
Il declino delle cabine telefoniche ha seguito l’evoluzione dei costumi e della tecnologia. Nate negli anni ’50 e diventate onnipresenti negli anni ’70, hanno conosciuto una lunga fase di obsolescenza con l’avvento dei telefoni cellulari e, successivamente, degli smartphone. Gli iconici gettoni telefonici e le colorate schede prepagate, un tempo protagonisti della comunicazione urbana, sono ormai oggetti da collezione, ricordi nostalgici di un’epoca analogica.
Attualmente, in Italia restano circa 2.800 cabine telefoniche ancora operative su strada, cui si sommano quelle presenti in luoghi ad alta frequentazione come aeroporti, ospedali, stazioni ferroviarie, caserme, bar e ristoranti. Con il nuovo piano, Tim punta a riqualificare questi presìdi urbani, rendendoli funzionali alle esigenze della cittadinanza contemporanea.
A Bergamo, le 52 postazioni rimaste saranno gradualmente rinnovate, integrando servizi che rafforzano l’informazione, la connettività e la sicurezza. Una sfida che unisce memoria e futuro, con l’obiettivo di restituire centralità a spazi urbani altrimenti destinati all’abbandono
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