A Bergamo, presso il comando provinciale in via delle Valli, è stato svelato in anteprima il calendario storico 2026 dell’Arma dei Carabinieri, una tradizione che si rinnova per la 93ª edizione e che quest’anno celebra gli “eroi del quotidiano”: uomini e donne che, nell’ombra, rappresentano ogni giorno un presidio di legalità, ascolto e vicinanza alle comunità.
Con una tiratura di 1.200.000 copie e tradotto in otto lingue, il calendario è ormai un oggetto da collezione, stampato anche in sardo e friulano. Quest’anno, il progetto grafico è stato affidato a René – pseudonimo dell’artista Luigi Valeno – maestro della nuova Pop Art italiana, che ha reinterpretato il lavoro dell’Arma in chiave contemporanea, ispirandosi a nomi come Warhol, Magritte e Indiana, con suggestioni visive che strizzano l’occhio anche alla Pixar. Emblematica la scritta “ARMA” che richiama la celebre “LOVE” di Robert Indiana.
Le 19 tavole del calendario, arricchite dai testi dello scrittore Maurizio de Giovanni, raccontano – a partire da una lettera di un giovane carabiniere appena arruolato – episodi di altruismo, generosità e senso del dovere. L’obiettivo è restituire un’immagine viva e autentica dell’Arma, tra stazioni locali, reparti operativi, forestali e nuclei a cavallo, tutti impegnati nella tutela quotidiana del Paese.
Il colonnello Salvatore Sauco, comandante provinciale di Bergamo, ha sottolineato: «Il calendario di quest’anno vuole essere un omaggio agli uomini e alle donne dell’Arma, che silenziosamente aiutano il prossimo ogni giorno, con presenza costante, responsabilità e dialogo».
Il comandante generale, Salvatore Luongo, ha presentato ufficialmente il calendario a Roma nella giornata di martedì 11 novembre, dedicandolo a chi “fa progetti di vita e non di morte”, ribadendo l’impegno dell’Arma verso la comunità con la parola chiave: cura.
Accanto al calendario da parete, è stato presentato anche il calendario da tavolo 2026, quest’anno interamente dedicato a “I carabinieri nello sport”, con le immagini degli atleti militari che si sono distinti in varie discipline. Tra questi anche due nomi bergamaschi di spicco: Matteo Giupponi, marciatore, e Roberto Rigali, sprinter azzurro. Un modo per unire simbolicamente l’impegno sul campo con quello sulle piste, nei palazzetti e negli stadi di tutto il mondo.
Contributi autorevoli arricchiscono il volume: la prefazione è firmata dal giornalista Aldo Cazzullo, che offre una riflessione sull’identità dell’Arma, “nata prima dell’Italia”. La postfazione, invece, è affidata a Massimo Lugli, che racconta un episodio vissuto in prima persona come metafora del ruolo dei carabinieri nella società.
Il calendario 2026, tra arte, parole e testimonianze, si presenta come un viaggio nell’anima del Paese, visto attraverso chi lo serve ogni giorno. Un’opera che mescola tradizione e innovazione, storia e futuro, con lo sguardo sempre rivolto alle persone.
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