I rider diventano una priorità per la sicurezza stradale a Bergamo. Il Comune avvia percorsi di formazione dedicati ai ciclofattorini, considerati una categoria particolarmente esposta ai rischi della strada per la frequenza degli spostamenti e le condizioni di lavoro.
L’iniziativa rientra in una strategia più ampia basata su tre pilastri: educazione, prevenzione e repressione. L’obiettivo è rafforzare la conoscenza delle regole e ridurre i comportamenti pericolosi, a partire proprio da chi utilizza quotidianamente mezzi leggeri per lavoro.
«Informazione e formazione sono fondamentali», sottolinea l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni a L’Eco di Bergamo, evidenziando come l’azione educativa parta già dalle scuole, con progetti dedicati alla cittadinanza e alla mobilità sostenibile. La novità riguarda ora gli adulti, in particolare i rider, sempre più presenti sulle strade cittadine.
Il focus non è solo teorico. Sotto osservazione ci sono anche i mezzi utilizzati, spesso biciclette modificate in grado di raggiungere velocità elevate, paragonabili a quelle degli scooter. Un aspetto che incide direttamente sulla sicurezza, sia per chi guida sia per gli altri utenti della strada.
I numeri confermano la necessità di interventi mirati. Nel 2025 la Polizia locale ha rilevato 1.499 incidenti, con un coinvolgimento significativo di utenti vulnerabili: 117 episodi hanno riguardato pedoni, 196 velocipedi (tra cui biciclette e monopattini) e ben 400 ciclomotori. I mezzi pesanti sono stati coinvolti in 35 casi.
Le cause restano quelle già note. Velocità eccessiva, distrazione, passaggio con il rosso e abuso di alcol sono i principali fattori di rischio. In molti casi, si tratta di violazioni dirette del Codice della strada, segno che il problema è spesso legato ai comportamenti più che alle condizioni esterne.
Accanto alla formazione, prosegue l’attività di controllo. La Polizia locale utilizza anche agenti in borghese e veicoli civetta per individuare infrazioni come l’uso del cellulare alla guida o il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.
Proprio l’uso dello smartphone rappresenta una delle criticità più diffuse. Non si tratta solo di telefonate, ma anche di messaggi e accesso ai social durante la guida, comportamenti che aumentano in modo significativo il rischio di incidenti.
L’attenzione sui rider si inserisce quindi in un quadro più ampio di sicurezza urbana. L’obiettivo è costruire maggiore consapevolezza tra tutti gli utenti della strada, riducendo i rischi attraverso formazione, controlli e responsabilizzazione.
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