Sciopero dei teatri il 27 ottobre, a Bergamo coinvolti oltre cento lavoratori

Mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto collettivo, scaduto nel 2021. La protesta interesserà soprattutto il Teatro Donizetti. Dal 15 ottobre è scattato anche il blocco degli straordinari, mentre i sindacati denunciano stipendi insufficienti e perdita del potere d'acquisto

Teatro Donizetti

Teatri in sciopero, anche Bergamo aderisce alla mobilitazione nazionale

Il mondo dello spettacolo si prepara a una giornata di protesta che coinvolgerà numerosi teatri italiani. Martedì 27 ottobre 2026 è previsto uno sciopero nazionale dei dipendenti teatrali e del personale scritturato, proclamato dalle organizzazioni sindacali dopo il mancato raggiungimento di un accordo sul rinnovo del contratto collettivo.

La mobilitazione interesserà anche la provincia di Bergamo, dove sono coinvolti poco più di cento lavoratori, in gran parte occupati presso il Teatro Donizetti.

La protesta nasce da una vertenza che si trascina da tempo e riguarda principalmente le condizioni economiche del personale, il riconoscimento delle competenze professionali e l’aggiornamento delle regole contrattuali.

A promuovere l’iniziativa sono Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil, che hanno deciso di interrompere il confronto con Federvivo dopo due anni di trattative senza un’intesa soddisfacente.

Contratto scaduto da cinque anni, stipendi fermi mentre cresce l’inflazione

Alla base della protesta c’è una situazione contrattuale che i sindacati considerano ormai insostenibile.

L’ultimo contratto nazionale del settore è stato firmato nel 2018 ed è scaduto nel 2021. Da allora, secondo le organizzazioni sindacali, i lavoratori non hanno beneficiato di adeguamenti contrattuali capaci di compensare l’aumento del costo della vita.

Nel periodo considerato, l’inflazione accumulata ha raggiunto il 23%, determinando una progressiva riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni.

La situazione riguarda sia il personale dipendente stabilmente impiegato nelle strutture teatrali sia i professionisti scritturati per singole produzioni o periodi di attività.

Tra questi ultimi figurano attori, ballerini, musicisti e tecnici, categorie fondamentali per la realizzazione degli spettacoli.

Il segretario della Slc Cgil Bergamo, Tobia Perini, ha evidenziato come le retribuzioni del settore fossero già contenute prima dell’aumento generalizzato dei prezzi.

Secondo il sindacato, il protrarsi della trattativa senza risultati concreti ha ulteriormente aggravato le difficoltà economiche dei lavoratori.

Quanto guadagnano i dipendenti dei teatri e quali aumenti sono stati proposti

Uno dei principali motivi di disaccordo riguarda l’entità degli incrementi salariali avanzati dalla parte datoriale.

Attualmente, la retribuzione media mensile dei dipendenti teatrali è pari a 1.433,43 euro lordi.

Federvivo ha proposto un aumento complessivo del 18%, da distribuire nell’arco di tre anni, che porterebbe lo stipendio medio a 1.691,44 euro lordi nel 2029.

Retribuzione media mensile dei dipendenti teatrali

Retribuzione attuale

1.433,43 €

Proposta per il 2029

1.691,44 €

Incremento complessivo proposto

+258,01 €

Incremento del 18% circa, a regime nel 2029. Importi lordi.

Per i sindacati, tuttavia, la proposta non consentirebbe di recuperare adeguatamente la perdita di potere d’acquisto.

L’incremento complessivo di circa 258 euro lordi mensili, rapportato ai nove anni trascorsi dall’ultimo rinnovo contrattuale, viene considerato insufficiente.

Le organizzazioni dei lavoratori contestano inoltre l’assenza di un riconoscimento economico degli arretrati maturati dopo la scadenza del contratto.

Attori, musicisti e tecnici: aumenti giudicati insufficienti

Le criticità economiche riguardano anche il personale scritturato, una componente essenziale dell’attività teatrale.

Per questa categoria, il minimo contrattuale giornaliero medio è attualmente di 58,69 euro lordi.

La proposta avanzata da Federvivo prevede un incremento del 20%, che porterebbe la retribuzione a 70,42 euro lordi al giorno entro il 2029.

La differenza sarebbe quindi di 11,73 euro lordi giornalieri.

Anche in questo caso, secondo i sindacati, l’aumento non sarebbe sufficiente a compensare gli effetti dell’inflazione accumulata negli ultimi anni.

Un ulteriore elemento di contestazione riguarda il mancato riconoscimento degli arretrati, considerati dalle organizzazioni sindacali una componente importante della trattativa.

Dal 15 ottobre blocco degli straordinari in tutti i teatri coinvolti

La protesta non si limiterà alla giornata del 27 ottobre.

Da giovedì 15 ottobre 2026 è stato proclamato il blocco delle prestazioni di lavoro straordinario, destinato a proseguire fino alla conclusione della vertenza.

Si tratta di una misura che accompagna lo sciopero nazionale e che potrebbe incidere sull’organizzazione delle attività teatrali.

Il calendario della mobilitazione prevede tre passaggi principali:

Dal 15 ottobre 2026

Blocco delle prestazioni straordinarie fino alla conclusione della vertenza.

Martedì 27 ottobre 2026

Sciopero nazionale dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato. Possibili date alternative dal 21 al 30 ottobre per le strutture senza spettacoli il 27.

Lunedì 9 novembre 2026

Manifestazione nazionale a Roma per sostenere le richieste dei lavoratori.

La possibilità di scegliere una giornata alternativa per alcuni teatri è stata prevista per consentire una partecipazione alla protesta anche nelle strutture prive di spettacoli programmati il 27 ottobre.

Teatro Donizetti, oltre cento lavoratori coinvolti nel Bergamasco

La vertenza assume particolare rilievo anche per il sistema culturale bergamasco.

In provincia, la mobilitazione interessa oltre cento professionisti del settore teatrale, concentrati prevalentemente al Teatro Donizetti.

La protesta coinvolge figure professionali differenti, accomunate dalla richiesta di un adeguamento delle condizioni economiche e contrattuali.

Il funzionamento di un teatro richiede infatti il contributo di numerose competenze, non sempre direttamente visibili agli spettatori.

Accanto agli artisti che si esibiscono sul palcoscenico operano tecnici, personale organizzativo e altre figure indispensabili per garantire la preparazione e lo svolgimento delle rappresentazioni.

Secondo la Slc Cgil di Bergamo, il valore di queste professionalità deve trovare un riconoscimento adeguato anche sul piano salariale.

Al momento non è stato comunicato un elenco definitivo degli spettacoli che potrebbero subire variazioni o cancellazioni a causa dello sciopero.

Trattative interrotte anche sulle regole contrattuali

La distanza tra sindacati e Federvivo non riguarda esclusivamente le retribuzioni.

Durante il confronto, le organizzazioni sindacali avevano avanzato anche richieste relative alla struttura complessiva del contratto nazionale.

Tra le proposte figuravano l’unificazione dei contratti, l’introduzione di un sistema unico di classificazione del personale e la semplificazione delle diverse componenti della retribuzione.

Secondo quanto riferito dai sindacati, queste richieste non hanno trovato accoglimento durante le trattative.

La mancata intesa su più aspetti ha quindi contribuito alla rottura del negoziato e alla decisione di avviare una mobilitazione nazionale.

Per i rappresentanti dei lavoratori, il rinnovo dovrebbe garantire non soltanto aumenti salariali, ma anche un sistema di regole più coerente con le caratteristiche professionali del settore.

Sindacati chiedono salari dignitosi e riconoscimento delle professionalità

La posizione della Slc Cgil Bergamo è stata ribadita da Tobia Perini, che ha richiamato l’attenzione sul divario tra il valore culturale delle attività teatrali e le condizioni economiche di chi contribuisce a realizzarle.

Il sindacato ritiene necessario riconoscere adeguatamente il lavoro svolto quotidianamente da professionisti qualificati, spesso lontani dalla visibilità riservata agli artisti sul palcoscenico.

Cinque anni senza un rinnovo contrattuale e due anni di trattative senza accordo rappresentano, secondo le organizzazioni sindacali, le ragioni principali della protesta.

La richiesta è quella di ottenere incrementi capaci di recuperare almeno una parte del potere d’acquisto perduto, insieme a un riconoscimento delle competenze e delle responsabilità dei lavoratori.

Sciopero dei teatri, la mobilitazione proseguirà a novembre

La giornata del 27 ottobre rappresenterà dunque una tappa di una vertenza più ampia, destinata a proseguire anche nelle settimane successive.

Dopo lo sciopero nazionale, lunedì 9 novembre è prevista una manifestazione a Roma, con la partecipazione dei lavoratori del comparto.

L’obiettivo delle organizzazioni sindacali rimane il raggiungimento di un accordo per il rinnovo del contratto nazionale, fermo dal 2021.

Per Bergamo e per il Teatro Donizetti, la mobilitazione costituirà un momento significativo del confronto sulle condizioni di lavoro nel settore culturale.

La protesta proseguirà fino a quando non saranno individuate soluzioni considerate adeguate dalle parti, mentre resta aperta la possibilità di una ripresa delle trattative.

Redazione

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