Una coltivazione di marijuana con cento piante, attrezzature per la crescita e quasi dodici chili di sostanza stupefacente. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Clusone nell’abitazione di un uomo di 51 anni, residente in un comune dell’Alta Valle Seriana.
L’intervento dei militari ha portato al sequestro di 11,8 chilogrammi complessivi di marijuana, tra piante coltivate all’interno dell’appartamento e sostanza già essiccata. Secondo le stime riportate, il quantitativo avrebbe potuto avere un valore di circa 10mila euro.
Il 51enne è stato arrestato e successivamente accompagnato davanti al giudice per l’udienza di convalida.
Durante il procedimento, assistito dall’avvocato Stella Belotti, ha spiegato di aver iniziato l’attività a causa delle difficoltà economiche accumulate negli ultimi anni.
Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma. Il processo proseguirà il 22 gennaio.
Marijuana in casa, scoperta una coltivazione con cento piante
L’abitazione del 51enne era stata organizzata per ospitare una coltivazione di cannabis.
Una stanza era stata trasformata in un ambiente destinato alla crescita delle piante, con strumenti utilizzati per regolare le condizioni interne.
I carabinieri hanno trovato cento piante di marijuana, oltre a due barattoli contenenti sostanza già essiccata.
La coltivazione non si limitava quindi alla presenza di alcune piante, ma comprendeva un sistema di attrezzature destinato a seguirne lo sviluppo e la successiva lavorazione.
All’interno dell’abitazione erano presenti ventilatori, deumidificatori, termometri, fertilizzanti e dispositivi per l’aerazione.
I militari hanno inoltre individuato strumenti destinati all’essiccazione e al confezionamento del prodotto.
Il materiale sequestrato documenta l’esistenza di una coltivazione domestica strutturata, sulla quale si concentrano gli accertamenti relativi all’ipotesi di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti.
I carabinieri avvertono l’odore dalla strada
La scoperta è avvenuta venerdì durante un servizio di controllo del territorio effettuato dai carabinieri di Clusone.
I militari stavano transitando davanti all’abitazione, situata lungo una strada di un comune dell’Alta Valle Seriana, quando hanno percepito un odore intenso riconducibile alla marijuana.
Proprio l’odore proveniente dalla casa ha attirato l’attenzione della pattuglia, dando origine all’intervento.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare la stanza adibita alla coltivazione e il materiale presente nell’immobile.
Dopo la scoperta, i carabinieri hanno proceduto al sequestro della sostanza e delle attrezzature.
L’uomo è stato quindi arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Non è stato specificato il comune esatto in cui si trova l’abitazione, indicata soltanto come situata nell’Alta Valle Seriana.
Sequestrati 11,8 chili di marijuana e attrezzature
Il quantitativo complessivo rinvenuto dai militari ammonta a 11,8 chilogrammi.
La cifra comprende la marijuana coltivata e la sostanza già essiccata conservata nell’abitazione.
Secondo la ricostruzione dell’accaduto, il materiale avrebbe potuto generare un ricavo stimato intorno ai 10mila euro.
Si tratta di una valutazione economica riferita alla sostanza sequestrata, non della prova di un guadagno effettivamente realizzato dall’uomo.
Tra gli oggetti individuati dai carabinieri figurava anche un foglio riferito al mese di agosto, sul quale erano state annotate alcune cifre.
Gli investigatori ipotizzano che quelle annotazioni possano essere collegate a ricavi derivanti da un’eventuale attività di spaccio.
Il significato delle somme riportate dovrà tuttavia essere verificato nell’ambito degli accertamenti.
La presenza del documento costituisce uno degli elementi acquisiti, ma non permette da sola di stabilire l’esistenza di singole cessioni di droga.
Il 51enne davanti al giudice: «Avevo debiti e bollette da pagare»
Dopo l’arresto, l’uomo è comparso in tribunale, dove ha reso dichiarazioni spontanee davanti al giudice.
Assistito dall’avvocato Stella Belotti, il 51enne si è scusato e ha raccontato le difficoltà economiche che, secondo la sua versione, lo avrebbero portato a coltivare marijuana.
«Ero oberato dai debiti, mi sono trovato con il frigorifero vuoto e le bollette che continuavano ad arrivare», ha dichiarato.
Il racconto si è concentrato soprattutto sulla perdita del lavoro e sull’impossibilità , a suo dire, di trovare una nuova occupazione.
L’uomo ha spiegato di essersi trovato progressivamente in una situazione finanziaria difficile, senza riuscire a sostenere le spese quotidiane.
Le sue dichiarazioni rappresentano la versione fornita dall’imputato durante l’udienza e saranno valutate nel contesto del procedimento giudiziario.
La perdita del lavoro durante il Covid e i problemi alla schiena
Nel corso dell’udienza, il 51enne ha ricostruito anche alcune vicende personali.
Ha riferito di aver perso il lavoro durante il periodo della pandemia di Covid-19, collegando la vicenda alla propria scelta di non sottoporsi alla vaccinazione.
Successivamente, secondo quanto raccontato, avrebbe riportato lesioni alla schiena in seguito a un incidente.
I problemi fisici e l’età avrebbero reso più difficile la ricerca di una nuova occupazione, aggravando una situazione economica già compromessa.
«Non sono un delinquente, ho cercato di trovare un lavoro ma mi hanno detto che a causa dell’età e dei problemi alla schiena sono fuori mercato», ha affermato davanti al giudice.
L’uomo ha quindi presentato la coltivazione come una scelta maturata in un contesto di forte difficoltà personale.
Le motivazioni economiche addotte non modificano automaticamente la valutazione giuridica dei fatti contestati, che sarà affrontata nelle successive fasi del processo.
Arresto convalidato, disposto l’obbligo di firma
Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto effettuato dai carabinieri.
Per il 51enne è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di firma, che comporta la necessità di presentarsi presso gli uffici indicati dall’autorità secondo le modalità stabilite.
Non è stata quindi applicata, sulla base delle informazioni disponibili, una misura di custodia cautelare in carcere.
La convalida dell’arresto non equivale a una condanna: il procedimento dovrà proseguire per accertare i fatti e le eventuali responsabilità penali.
La difesa, affidata all’avvocato Stella Belotti, potrà far valere gli elementi ritenuti rilevanti nelle successive udienze.
Il giudice dovrà esaminare il quadro probatorio, compresi il quantitativo di marijuana sequestrato, gli strumenti rinvenuti e le annotazioni economiche trovate nell’abitazione.
Processo rinviato al 22 gennaio
Il procedimento giudiziario è stato aggiornato al 22 gennaio, data fissata per la prosecuzione del processo.
Nel frattempo, restano agli atti gli elementi raccolti dai carabinieri di Clusone durante l’intervento.
L’indagine riguarda una coltivazione domestica di dimensioni significative, realizzata attraverso una stanza appositamente attrezzata.
Cento piante, 11,8 chili di marijuana e strumenti per la lavorazione costituiscono i principali elementi materiali acquisiti dai militari.
A questi si aggiunge il foglio con alcune cifre annotate, che gli investigatori ritengono possa avere un collegamento con possibili guadagni.
La valutazione complessiva degli elementi spetterà all’autorità giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Alta Valle Seriana, attesa per gli sviluppi giudiziari
La vicenda ha portato alla scoperta di una coltivazione di marijuana all’interno di un’abitazione privata, individuata durante un normale servizio di controllo del territorio.
L’intervento è nato da un elemento percepito direttamente dai carabinieri: il forte odore proveniente dall’immobile.
La successiva attività dei militari ha permesso di sequestrare la sostanza e le attrezzature presenti nella stanza utilizzata per la coltivazione.
Il 51enne ha raccontato davanti al giudice una situazione personale segnata da debiti, disoccupazione e problemi di salute.
La sua ricostruzione sarà esaminata insieme agli altri elementi del procedimento.
Per ora l’arresto è stato convalidato, l’uomo è sottoposto all’obbligo di firma e il processo riprenderà il 22 gennaio.
Sarà il tribunale a stabilire, attraverso le successive fasi giudiziarie, le responsabilità relative alla coltivazione scoperta nell’Alta Valle Seriana.
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