Alloggi comunali: la battaglia per condizioni abitative dignitose

La situazione degli alloggi comunali fotografata dal caso estremo di via Moroni al civico 103: appartamento non aerato e ostaggio della muffa

In via Giovan Battista Moroni, al civico 103, si trova un alloggio comunale che è diventato il fulcro di una significativa controversia. Dichiarato “antigienico” quasi un anno fa, il 24 febbraio 2023, da Ats Bergamo, questo appartamento ospita Ahmed Hakimi e la sua famiglia, composta da nove membri, tra cui cinque minorenni e una donna anziana e invalida di 85 anni, attualmente ricoverata in ospedale a causa delle condizioni insalubri dell’abitazione. Nonostante le gravi condizioni dell’appartamento, caratterizzato da muffa e mancanza di areazione, e nonostante le richieste di intervento, la famiglia Hakimi non ha ricevuto risposte concrete dall’amministrazione comunale.

Alloggi comunali: ce n’è uno antigienico

Il sindacato Unione Inquilini, rappresentato dall’avvocato Giovanni Mascheretti, sta preparando un’azione legale contro l’Amministrazione di Bergamo, sollecitando attenzione e risposte alle condizioni di vita indegne in cui si trova la famiglia Hakimi. La situazione è aggravata dalla mancanza di manutenzione dell’edificio, non ristrutturato dal 1988, una condizione confermata anche da altri inquilini che lamentano problemi simili.

L’ex consigliere regionale Ezio Locatelli sottolinea l’estremo ma emblematico caso di Hakimi, che riflette una condizione più ampia di abbandono degli alloggi comunali. Nonostante la segnalazione dettagliata della situazione all’amministrazione comunale, la risposta è stata l’insufficienza di fondi per un intervento così ampio, che dovrebbe includere l’intero caseggiato.

La situazione in città

La problematica degli alloggi comunali a Bergamo è stata evidenziata da Francesco Macario, presidente di Unione Inquilini. Su 986 alloggi comunali, 753 sono affittati, mentre 211 sono sfitti, e alcuni di questi, come quelli in via Monte Grigna, alla Celadina, sono in condizioni così precarie che richiederanno demolizione e ricostruzione. Nonostante le più di 1.100 richieste, nel 2024 sono previsti interventi su soltanto venti alloggi, di cui appena due da destinare al cambio.

Redazione

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