Si è svolta la prima parte della requisitoria nel processo per il deragliamento del treno pendolari regionale 10452 Cremona-Treviglio-Milano del 25 gennaio 2018, dal tragico bilancio di tre morti e circa 200 feriti. Il processo vede imputate otto persone, tra cui l’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile, e altri dirigenti, dipendenti e tecnici di Rfi.
La ricostruzione dei fatti
Il pubblico ministero Leonardo Lesti ha evidenziato come la strategia di Rfi riguardante i giunti ammalorati fosse inadeguata. “Si cambia il giunto solo se è rotto e, se non è rotto, non lo si sostituisce”, ha dichiarato Lesti, criticando la gestione della manutenzione delle strade ferrate da parte di Rfi. L’indagine, condotta con meticolosità insieme alla collega Maura Ripamonti, ha rivelato che il giunto ammalorato al “punto zero” è stato la causa principale del deragliamento.
L’incidente di Pioltello
Il deragliamento in prossimità della stazione di Pioltello ha causato la morte di tre persone: Ida Maddalena Milanesi, medico di Caravaggio; Pierangela Tadini, impiegata di Caravaggio; e un’altra vittima non nominata. Circa 200 passeggeri sono rimasti feriti. “È stata la rottura del giunto nel ‘punto zero’ a determinare lo svio del treno”, ha affermato Lesti, sottolineando che la mancata manutenzione del giunto in forte degrado è alla base dell’incidente.
Le dichiarazioni della pm Ripamonti
La pm Maura Ripamonti ha descritto il giunto come un componente usurato da più di dieci anni di intenso utilizzo. “Il giunto aveva gli acciacchi tipici dei vecchi giunti”, ha spiegato, evidenziando che il traffico intenso sulla linea, con oltre 100 treni al giorno, ha contribuito al suo degrado. La compressione degli spazi manutentivi è stata un fattore determinante, secondo Ripamonti: “Si aumenta lo stress della linea, ma si riducono gli intervalli per fare manutenzione”.
Problemi nella manutenzione
Un altro punto critico sollevato dai PM riguarda il Nucleo manutentivo d’intervento Rfi di Treviglio. “La metà degli addetti erano non idonei”, ha affermato Lesti, aggiungendo che solo 6-7 operai effettivi erano disponibili e nessuno di loro era abilitato a manovrare i mezzi necessari. La manutenzione manuale sui binari, in risposta agli avvisi automatici del treno diagnostico, non è stata sufficiente a prevenire il disastro.
La cronologia degli avvisi
Il primo segnale di affaticamento del giunto è stato rilevato dal treno diagnostico Diamante a febbraio del 2017, ma nonostante gli avvisi mensili successivi, il giunto non è mai stato sostituito. L’avviso automatico del treno diagnostico aveva portato gli operai a intervenire manualmente sui binari, senza però sostituire il giunto che ha poi causato il deragliamento, come ha ricordato Ripamonti, sottolineando l’aggravarsi della situazione fino al giorno del disastro.
Prossime udienze
Nonostante la lunga requisitoria di oltre sette ore e mezza, il processo non si è concluso e proseguirà il 23 luglio. Le richieste di condanna verranno presentate in quella data, concludendo una parte fondamentale del processo.
Il caso di Pioltello mette in luce gravi lacune nella manutenzione della rete ferroviaria italiana, sollevando interrogativi su pratiche consolidate e la sicurezza del trasporto pubblico.
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