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Infortuni sul lavoro: 21 morti in Bergamasca dall’inizio dell’anno

L'aumento dell'incidenza degli infortuni mortali sul lavoro è molto più alta nella Bergamasca che nelle altre province lombarde

Un trend preoccupante: il drammatico aumento degli infortuni mortali

Gli infortuni sul lavoro restano una questione cruciale in tutta Italia. I numeri nella Bergamasca sono particolarmente allarmanti: dal principio dell’anno, si sono registrati 21 decessi. Questi dati mostrano un incremento dell’80% rispetto al periodo gennaio-agosto 2022 e del 50% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questa situazione non fa che enfatizzare la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro.

Confronto con altre province lombarde

Il panorama dell’intera Lombardia vede comunque un calo in termini assoluti per gli incidenti sul lavoro. Nella Bergamasca è però ridotto: nel periodo gennaio-agosto, sono stati segnalati 8.740 infortuni, in diminuzione dell’1,8% rispetto al 2022 e del 3,1% rispetto al 2019. In confronto, la regione ha visto 71.314 denunce per infortuni nei primi otto mesi di quest’anno, con una notevole riduzione del 21,4% rispetto al 2022 quando erano stati ben 90.690. La differenza tra la Bergamasca e altre province è evidente: una leggera diminuzione, a fronte del consistente calo di province come Brescia (-27,9%) e Milano (28,3%).

Analisi dei dati sugli infortuni mortali

Focalizzandosi solo sugli infortuni mortali, la tendenza è ancora più grave. A livello regionale, la Lombardia registra 112 casi/denunce nei primi otto mesi del 2023, un aumento del 4,7% e 9,8% rispetto al 2022 e 2019, rispettivamente. L’aumento dell’incidenza a Bergamo e provincia è sproporzionato, con un’impennata dell’80% rispetto al 2022 e del 50% rispetto al 2019.

Profilo delle vittime

Dai dati forniti dall’Inail, emerge che dei 8.740 infortuni registrati fino alla fine di agosto, il 69% riguardava lavoratori uomini e il 31% lavoratrici donne, con un’età media di circa 35 anni e mezzo. La maggior parte degli infortuni (7.601) si sono verificati in azienda o durante lo svolgimento di attività lavorative fuori sede. Un numero significativo di infortuni “in itinere” è stato anche registrato, ovvero quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro.

Settori più colpiti

Relativamente ai settori economici, il manifatturiero guida la lista con 2.049 denunce, seguito da commercio, costruzioni, trasporti e magazzinaggio delle merci, e infine dal settore sanitario e assistenziale.

La situazione nella Bergamasca evidenzia l’urgente bisogno di implementare misure di sicurezza efficaci e proteggere i lavoratori da possibili pericoli sul posto di lavoro.

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