Il personale di Same SDF, un’entità produttiva con radici profonde nella realtà di Treviglio, ha manifestato pubblicamente la propria opposizione alle recenti proposte di modifica pensionistica contenute nel progetto di finanza pubblica, paventando uno scenario di maggior rigore rispetto alle disposizioni correnti introdotte dalla riforma Fornero. In una mattinata caratterizzata da proteste, martedì 7 novembre ha segnato un momento di forte adesione allo sciopero per oltre mezzo migliaio di impiegati della compagnia, unendosi sotto lo stendardo del sindacato Fiom CGIL.
Alle prime luci dell’alba, intorno alle 8:00, un gruppo iniziale di addetti si è radunato presso l’ingresso principale dell’impresa, crescendo in numero e solidarietà fino al culmine delle 9:30. A quell’ora ha preso avvio una marcia improvvisata attraverso le arterie cittadine, provocando inevitabili ritardi nel flusso veicolare. Autorità come la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la polizia municipale hanno garantito ordine durante l’evolversi dell’evento.
Contestualmente, il governo è stato accusato di gravare sulle spalle degli addetti nel settore sanitario, nelle amministrazioni locali e nelle istituzioni scolastiche private, intervenendo con misure restrittive sulle pensioni di coloro che avevano iniziato l’attività lavorativa prima del 1993. Le voci dei manifestanti riecheggiavano sentimenti di delusione, in seguito alla promessa non mantenuta di abolire la riforma Fornero, ritenuta ora non solo inapplicata ma addirittura esacerbata. La protesta si è trasformata in un appello ad un risveglio collettivo, con la prospettiva di un’escalation nel corso di uno sciopero generale già calendarizzato per il 24 novembre, come ulteriore espressione di dissenso e richiesta di ascolto.
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