Negli ultimi due anni, la città di Bergamo ha affrontato una serie di sfide nel settore commerciale, con una crescente cessazione di attività commerciali. Tuttavia, è importante notare che nel medesimo periodo si sono verificate anche aperture di nuovi negozi, registrando un saldo positivo di oltre 300 attività. Nonostante ciò, uno dei principali problemi che affligge il panorama commerciale bergamasco è l’aumento significativo degli affitti, che è stato influenzato dall’incremento dell’indice Istat del 16,9% nel periodo 2020-ottobre 2023.
Per fronteggiare questa situazione, Ascom Confcommercio Bergamo ha avanzato due proposte significative. La prima proposta riguarda l’istituzione di un credito d’imposta sulle locazioni per i negozi delle categorie più colpite dall’inflazione e dal calo delle vendite, tra cui abbigliamento, calzature e alimentari. La seconda proposta riguarda la reintroduzione della cedolare secca sugli esercizi commerciali.
È importante sottolineare che le imprese del terziario bergamasco, che includono commercio, turismo e servizi, stanno affrontando aumenti significativi nei canoni di locazione. Secondo una ricerca commissionata da Ascom, il 59% dei titolari di attività in affitto ha dovuto affrontare aumenti dei canoni durante l’anno in corso, con una variazione compresa tra il 5% e il 15% nel 48% dei casi e oltre il 15% nell’11% dei casi.
Tuttavia, nonostante gli aumenti dei canoni, meno della metà degli imprenditori intervistati ha dichiarato di avere difficoltà nel rispettare le scadenze degli affitti. Solo il 28,6% considera probabile un trasferimento in caso di ulteriori aumenti dei canoni, mentre il 71,4% ritiene che un ulteriore aumento non comporterebbe automaticamente un trasferimento.
La ricerca ha anche evidenziato un aumento del numero di locali sfitti, con il 46,1% delle imprese che ritiene che il fenomeno si sia aggravato rispetto al 2022. La situazione è ancora più critica se confrontata con il periodo pre-COVID, con il 63,1% che ritiene che il fenomeno dei locali sfitti si sia aggravato rispetto a quattro anni fa.
In generale, il fenomeno dei locali sfitti non ha avuto effetti negativi sulle attività per il 60,5% delle imprese, ma per il 17,3% ha comportato un peggioramento dell’immagine aziendale senza una riduzione dei ricavi, mentre per il 22,2% ha comportato sia un peggioramento dell’immagine che una riduzione dei ricavi.
Per affrontare queste sfide, Ascom Confcommercio Bergamo e Fimaa Bergamo hanno proposto soluzioni a livello nazionale e locale. A livello nazionale, si suggerisce di rivedere la legge del 1978 che regolamenta l’insediamento abitativo e commerciale, oltre a considerare la questione della rigenerazione urbana. A livello locale, si dovrà aspettare l’esito delle elezioni per il nuovo Sindaco, che potrebbero aprire nuove opportunità per affrontare questi problemi.
In sintesi, Bergamo sta cercando soluzioni per affrontare l’aumento degli affitti, proteggere le attività commerciali e promuovere la ripresa economica nel settore terziario. Le proposte avanzate rappresentano un passo significativo verso il raggiungimento di questi obiettivi.
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