Napoli a Bergamo: un ponte nella pittura tra due epoche e due città

Dal prossimo 23 aprile fino all'inizio di settembre, la pinacoteca cittadina ospiterà una selezionata collezione di opere di artisti napoletani del Barocco

Curata da Elena Fumagalli con la collaborazione di Nadia Bastogi, la mostra “Napoli a Bergamo”, aperta alla pinacoteca dell’Accademia Carrara dal prossimo 23 aprile al 1° settembre, è un’occasione unica per esplorare l’incontro tra due mondi artistici distinti ma profondamente connessi. Sotto la nuova direzione di Martina Bagnoli, questa raccolta di quadri si rivela un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, dimostrando come l’arte possa superare i confini geografici e culturali fino a unire luoghi e tradizioni distanti.

“Napoli a Bergamo”: dal 23 aprile all’Accademia Carrara

Questo evento, che segna un capitolo significativo nella storia dell’arte, illumina il legame tra la città di Bergamo e l’influenza della pittura napoletana del Seicento, evidenziato principalmente attraverso le opere di Luca Giordano (1634 – 1705) e del suo discepolo Nicola Malinconico (1663 – 1726). La loro maestria artistica ha lasciato un’impronta indelebile nella decorazione di due dei più importanti edifici religiosi di Bergamo: Santa Maria Maggiore e il Duomo.

La mostra “Napoli a Bergamo” propone un percorso espositivo di oltre quaranta opere, tra cui spiccano contributi significativi della Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito e inediti dell’Accademia Carrara. A questi si aggiungono opere inedite e tele provenienti da chiese locali e dal territorio circostante, molte delle quali sono state oggetto di recenti restauri e studi approfonditi.

Tra naturalismo e barocco

L’esposizione celebra il dialogo tra naturalismo e barocco, evidenziando le contraddizioni e gli eccessi che caratterizzano questo periodo artistico. Tra i protagonisti, maestri del calibro di Battistello Caracciolo (1578 – 1635), primo seguace napoletano di Caravaggio, Massimo Stanzione (1585 – 1656), con il suo approccio classicista, Jusepe de Ribera (1591 – 1652), maestro del tenebrismo, e Mattia Preti (1613 – 1699), esponente della grandiosità della pittura barocca. Luca Giordano, con più di venti opere, e Nicola Malinconico rappresentano il cuore dell’esibizione, simboli dell’intensa e produttiva relazione artistica tra Napoli e Bergamo.

La mostra non è solo un omaggio alla bellezza e alla complessità dell’arte del Seicento, ma anche un’occasione per riflettere su come l’arte anticipi i tempi, abbatta i confini e avvicini culture e tradizioni distanti, creando un dialogo continuo tra passato e presente.

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