I tesori della Bergamasca: oltre 10 mila visitatori alle Giornate Fai di Primavera

Accessi record nelle due giornate del fine settimana bergamasco nei siti d'interesse storico e ambientale aperti dai Fai

Durante le Giornate Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) di Primavera, tenutesi il 23 e il 24 marzo, oltre 10 mila visitatori hanno avuto l’opportunità di immergersi nella ricchezza culturale e storica della Bergamasca, attraversando porte altrimenti chiuse al pubblico e riscoprendo luoghi di straordinario valore artistico e storico. La particolare attenzione si è concentrata su Urgnano, che ha accolto un numero eccezionale di ospiti grazie alla riapertura di siti di grande interesse dopo una lunga attesa di 18 anni. Tra questi, spiccano la torre campanaria del Cagnola, con i suoi 235 gradini e un’altezza di 54 metri, il convento dei padri Passionisti alla Basella e la Rocca Albani, dove la Stanza delle Quattro Stagioni è stata aperta eccezionalmente al pubblico, attirando flussi continui di visitatori.

Il Fai a Zogno

Non meno significative sono state le presenze registrate a Zogno, dove più di 1.900 visitatori hanno esplorato il Palazzo Rimani, la sagrestia, il battistero, la casa parrocchiale e la chiesa della Confraternita del Santissimo Sacramento, oltre a visitare il Museo delle Arti Gabanelli (Mag) con i suoi oltre 2.700 pezzi storici e artistici, e la Casa-Museo Bortolo Belotti e il monastero dell’Annunciata.

Le Giornate di Pradalunga

A Pradalunga, il totale degli accessi ha raggiunto quota 1.787, suddivisi tra il Laboratorio-Museo delle Pietre Coti (555 accessi), il santuario della Beata Vergine della Forcella (506) e Villa Morina, che ha aperto le sue porte in via esclusiva con 726 visitatori. Queste visite sono state guidate da 40 volontari del Fai e 31 del Comune, con il supporto di studenti dell’indirizzo turistico dell’istituto Andrea Fantoni Clusone.

Bergamo città

Anche la città di Bergamo ha registrato un record di presenze, con più di 2 mila visitatori che hanno avuto l’occasione di scoprire Palazzo Moroni e il Collegio Baroni, testimonianza dell’impegno della comunità nel valorizzare e nel condividere il proprio patrimonio culturale.

Queste Giornate Fai di Primavera hanno evidenziato non solo l’interesse crescente per il patrimonio storico e artistico della Bergamasca ma anche l’impegno di volontari, studenti e della comunità tutta nel promuovere la conoscenza e la conservazione di questi tesori, offrendo un’esperienza immersiva e formativa ai visitatori di ogni età.

Redazione

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