Centro Padel di Curno sospeso, superamento dei limiti di rumore

L'inquinamento acustico porta alla chiusura temporanea del centro sportivo. La decisione attesa dal Tar a maggio potrebbe cambiare le prospettive.

A Curno, il dinamismo del padel si scontra con la rigida realtà delle normative sull’inquinamento acustico, il “Centro Vivere Insieme 1”, inaugurato nell’estate del 2022 e situato in via IV Novembre, ha dovuto sospendere tutte le sue attività

La problematica localizzazione e la reazione dei cittadini
Il centro, posizionato vicino a residenze private e di fronte al cimitero locale, ha affrontato le prime critiche poco dopo la sua apertura. Le preoccupazioni per il rumore si sono aggiunte ai timori per la tranquillità cimiteriale, alimentando le proteste delle famiglie che abitano nelle vicinanze. Questo ha sollevato questioni riguardanti una possibile sottovalutazione del potenziale impatto acustico durante la fase di pianificazione e autorizzazione degli impianti.

Dichiarazioni ufficiali e azioni intraprese
Il sindaco di Curno, Andrea Saccogna, ha evidenziato una specificità legislativa che esime certe discipline sportive, come il tennis, dal rispetto delle norme sull’impatto acustico. Tuttavia, il padel non gode di tale protezione. “Fino a quando il padel non sarà riconosciuto come sport olimpico, non potremo applicare deroghe simili,” ha commentato Saccogna, che ha poi proceduto alla sospensione delle attività per tutelare la salute pubblica.

Il centro ha reagito immediatamente, facendo appello al Tribunale Amministrativo Regionale. Una sentenza prevista per maggio determinerà le future possibilità di bonifica del rumore o altre soluzioni potenziali. “I residenti hanno sollevato validi punti, e, nonostante la nostra iniziale speranza di risolvere il problema, dobbiamo ora attendere la decisione del Tar,” ha affermato il responsabile del centro.

Un futuro incerto per gli appassionati di padel
Mentre si attende la risoluzione del caso, gli appassionati di padel dovranno cercare alternative per continuare a praticare il loro sport preferito. Questo incidente solleva interrogativi più ampi sullo sviluppo e l’implementazione di strutture sportive in contesti urbani densamente popolati e su come le nuove infrastrutture debbano meglio considerare l’impatto ambientale e sociale.

Redazione

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