Messa alla prova per adulti: un decennio di crescita e sfide

Il dispositivo, mutuato dal mondo della giustizia minorile, sta dando risultati dalla decina d'anni in cui è in vigore anche per gli adulti

Tribunale di Bergamo

Dai suoi esordi nel 2014, la misura di messa alla prova per adulti ha visto una crescita esponenziale, dimostrando un’efficacia significativa nel sistema giudiziario di Bergamo. Con una legge approvata il 28 aprile 2014, questa pratica, ispirata al mondo della giustizia minorile, si è rapidamente integrata, offrendo alternative costruttive alla detenzione per reati di minore allarme sociale.

Evoluzione e impatto della messa alla prova

Il processo di implementazione della messa alla prova ha preso piede gradualmente, con le prime applicazioni visibili dal 2015. Inizialmente adottato con cautela, ha presto guadagnato slancio, con un aumento costante dei partecipanti: da 212 persone nel 2015 fino a un record di 1.149 nel 2023. Questa crescita testimonia l’efficacia del programma e l’accettazione crescente da parte della comunità e delle autorità giudiziarie.

Il parere dell’Uepe

Lucia Manenti, direttrice dell’Ufficio per l’esecuzione penale esterna (Uepe) di Bergamo, evidenzia il forte incremento nel numero di persone coinvolte, riflettendo su come, dal 2015, Bergamo abbia prontamente abbracciato questa novità grazie a protocolli specifici con il tribunale e la camera penale. La misura ha offerto ai partecipanti l’opportunità di impegnarsi in attività di volontariato, beneficiando così loro stessi e la società. Le attività spaziano dal supporto in comunità di persone con dipendenze, assistenza a anziani e disabili, fino al lavoro nei gattili o nelle biblioteche.

Sfide e prospettive future

Nonostante il successo, la messa alla prova affronta nuove sfide, come l’introduzione di modifiche legislative dalla riforma Cartabia, che, pur non estendendo la misura a reati con pene fino a 6 anni come proposto, ha ampliato le fattispecie di reato suscettibili di messa alla prova. Questo include anche la possibilità per il pubblico ministero di richiedere la messa alla prova, aumentando così la sua applicabilità.

La messa alla prova a scuola

La direttrice Manenti sottolinea l’importanza di avere personale dedicato e specialistico per gestire questi percorsi, essenziale per calibrare al meglio le attività rispetto alle necessità individuali. Con l’aumento d’organico previsto dalla riforma, si prevede un ulteriore miglioramento nella gestione delle misure, così come un aumento nell’efficacia dei percorsi riparativi, progettati per favorire una riflessione personale e una vera riparazione del danno causato dalla condotta illecita.

In conclusione, il programma di messa alla prova si è rivelato un pilastro fondamentale per il sistema giudiziario di Bergamo, con benefici evidenti sia per gli individui coinvolti sia per la comunità più ampia. Con continui aggiustamenti e miglioramenti, si prevede che questa misura continui a evolversi positivamente, affrontando le sfide future con rinnovato impegno e risorse.

Redazione

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