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La difesa di Bossetti e i reperti del caso Yara: nuovi sviluppi

Le 23 provette di diluizione oltre ai 54 reperti di Dna di Bossetti trovati sul corpo della giovanissima vittima: la difesa vuole nuove analisi

Nel caso Yara Gambirasio, i legali di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne, hanno finalmente avuto accesso ai reperti dell’inchiesta durante un’udienza a porte chiuse presso il tribunale di Bergamo. L’incontro, della durata di circa due ore, si è tenuto davanti alla Corte d’assise e ha segnato un momento significativo per la difesa.

Caso Yara e reperti: la seduta a porte chiuse

Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, insieme ai consulenti, hanno esaminato i materiali d’indagine, accompagnati dalla presenza della pm Letizia Ruggeri, del procuratore aggiunto facente funzione Maria Cristina Rota e degli avvocati di parte civile della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta.

Le analisi negate dalla Cassazione e le “nuove” provette

Questo evento ha seguito una serie di sviluppi legali, inclusa l’inammissibilità dell’istanza presentata dalla difesa alla Cassazione, che chiedeva non solo di visionare, ma anche di sottoporre ad accertamenti i reperti dell’indagine. I legali di Bossetti, in particolare, avevano espresso l’intenzione di condurre ulteriori analisi, soprattutto sui leggings e gli slip della vittima sui quali era stato isolato il Dna attribuito al muratore condannato. La difesa ha rilevato che oltre ai 54 campioni di Dna, sono emerse altre 23 provette di diluizione. Questo nuovo dettaglio potrebbe avere implicazioni significative sulle analisi precedenti e solleva domande sulla gestione e l’utilizzo dei materiali d’indagine.

I reperti e la richiesta di nuove analisi

Gli avvocati Salvagni e Camporini hanno manifestato l’intenzione di chiedere al giudice dell’esecuzione, la Corte d’assise di Bergamo, di autorizzare ulteriori analisi sui campioni. Questo passo potrebbe portare a una revisione delle prove presentate durante il processo, aprendo la strada a nuovi sviluppi nell’indagine sul caso Yara.

Il caso di Yara Gambirasio ha scosso l’opinione pubblica quando la tredicenne è stata rapita e trovata morta nel 2011. L’arresto di Massimo Bossetti nel 2014 e la sua successiva condanna all’ergastolo nel 2018 hanno segnato importanti capitoli nella lunga ricerca di giustizia per Yara e la sua famiglia.

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