Nel corso del 2024, i dieci Nuclei Carabinieri Forestale della Bergamasca, coordinati dal Gruppo di Bergamo, hanno effettuato 48 interventi per abbruciamenti segnalati o rilevati durante le normali attività di controllo. Gli interventi hanno portato all’emissione di 11 multe per violazioni legate alla combustione di rifiuti, pratica severamente punita dalla legge con pene che vanno dalla reclusione al risarcimento dei danni ambientali.
Le tipologie di abbruciamenti vanno dai residui vegetali derivanti da potature e sfalci, fino a barbecue e fuochi per sagre e cerimonie. La combustione di rifiuti, in particolare, è una pratica illegale e pericolosa, in quanto produce composti nocivi come la diossina e particelle in sospensione (PM10), che rappresentano un rischio per la salute e l’ambiente.
Le normative nazionali e regionali limitano fortemente la possibilità di smaltire residui vegetali tramite abbruciamento, con divieti stringenti in vigore dal 1° ottobre al 31 marzo. In questo periodo, nei comuni al di sotto dei 300 metri di altitudine, gli abbruciamenti di residui vegetali sono vietati, con sanzioni amministrative che variano dai 300 ai 3.000 euro. Anche i falò rituali, come quelli per la festa di Sant’Antonio, sono vietati, poiché contribuiscono all’aumento delle polveri sottili.
Inoltre, la Regione Lombardia ha emesso nuove disposizioni in materia di tutela del patrimonio boschivo, vietando qualsiasi forma di abbruciamento entro 200 metri dai boschi durante i periodi di alto rischio incendi, e limitando anche l’accensione di fuochi nelle restanti parti dell’anno. L’inosservanza di queste norme può comportare gravi conseguenze, tra cui l’innesco di incendi boschivi.
Per segnalazioni relative ad abbruciamenti illeciti, è possibile contattare il Numero Unico Emergenze 112 o il numero di pubblica utilità 1515.
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