La mostra fotografica “Storie di emigrazione: tra passato e presente”, a Gandino dal 3 al 6 ottobre sotto i portici del Municipio in Piazza Vittorio Veneto 7, riporta alla luce le vicende di tanti emigranti della Val Gandino. L’esposizione fa parte del progetto “Valli Bergamasche andata e ritorno”, che celebra il 2024 come “Anno delle Radici Italiane nel Mondo”, e si inserisce nel contesto delle iniziative promosse dal Ministero degli Affari Esteri per riscoprire le radici italiane e rafforzare il legame con gli italiani all’estero.
Gandino e le sue radici: storie di emigrazione
La mostra, patrocinata da Italea, programma che incentiva il “turismo delle radici”, mira a fornire un’occasione unica per ricollegare i discendenti degli emigranti italiani con le loro origini. Il progetto, parte del PNRR, coinvolge 20 gruppi regionali in Italia che facilitano l’organizzazione di esperienze di viaggio personalizzate per gli italo-discendenti, aiutandoli a scoprire i luoghi di provenienza delle loro famiglie e immergersi nella cultura italiana. Questi viaggi possono essere di un giorno, visitando il paese d’origine e luoghi legati a memorie familiari, o estesi per diversi giorni con attività culturali e tradizionali.
Il ruolo dei gandinesi
La mostra a Gandino è composta da fotografie inviate dagli abitanti della Val Gandino, che testimoniano storie personali di emigrazione. Ogni immagine è accompagnata da una didascalia che fornisce dettagli sui soggetti ritratti e sul contesto storico. Le fotografie raccontano esperienze intime e spesso toccanti: dalle immagini scattate a bordo delle navi salpate da Genova a quelle di lavoratori nelle miniere, fino a momenti di vita comunitaria a Gandino.
Il notiziario parrocchiale e l’emigrazione
Tra i documenti esposti, spiccano anche le pagine dello storico notiziario parrocchiale “La Val Gandino”, fondato nel 1913. Questo giornale ha rappresentato un punto di contatto fondamentale tra gli emigranti e la loro terra d’origine, inviando aggiornamenti e notizie a chi si trovava all’estero. Le lettere inviate da paesi lontani come Ceylon, Australia, Stati Uniti e Francia, testimoniano il forte legame che i gandinesi mantennero con la propria comunità. Don Ponziano Picinali, sacerdote locale, rispondeva a queste lettere con toni accorati, rafforzando quel filo sottile che collegava gli emigranti alla loro terra.
Questa raccolta di ricordi, con le sue immagini e lettere, rappresenta un modo per preservare e onorare le comuni radici. La mostra diventa così un’occasione per non dimenticare le storie di chi, con fatica e sacrificio, ha cercato nuove opportunità in terre lontane.

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