La Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta sull’incidente avvenuto martedì 2 ottobre all’aeroporto di Orio al Serio, dove un Boeing 737 Max della Ryanair, in arrivo da Barcellona, ha avuto un grave problema durante l’atterraggio. I quattro pneumatici posteriori del velivolo sono scoppiati, ma fortunatamente nessuno dei 161 passeggeri o dei 6 membri dell’equipaggio è rimasto ferito. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Laura Cocucci, mira a far luce sulle cause dell’incidente per evitare che possa ripetersi.
Le prime ipotesi si concentrano su un possibile guasto all’impianto frenante, visto che durante il volo non sono state segnalate anomalie o problemi dai sistemi del velivolo, e i piloti non hanno ricevuto allarmi prima dell’atterraggio. Gli investigatori stanno analizzando i dati registrati dai sistemi di bordo per identificare eventuali irregolarità. La capacità del pilota di mantenere il controllo dell’aereo, nonostante lo scoppio di tutti e quattro i pneumatici, ha evitato una possibile uscita di pista, che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.
Nonostante l’incidente, l’aeroporto di Orio al Serio ha ripreso rapidamente le sue operazioni, grazie all’efficienza della macchina dei soccorsi e del personale coinvolto. Circa il 40% dei voli programmati per martedì è stato interessato da cancellazioni o ritardi, con 80 partenze e 60 arrivi annullati. Alcuni voli sono stati dirottati su Malpensa, Linate e Verona, causando disagi a circa 26.000 passeggeri.
Il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, ha elogiato l’efficienza delle operazioni di ripristino della pista, grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, del personale della Seas e della Impresa Milesi, che ha riparato i 450 metri di pista danneggiati in tempi record, riducendo a metà il tempo normalmente necessario per interventi di questo tipo. Sanga ha sottolineato come questo episodio diventerà un caso di studio per migliorare ulteriormente la sicurezza e le operazioni aeroportuali.
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