Bergamo si trova al primo posto in Lombardia per numero di sfratti per morosità, con 602 casi registrati nel 2023, segnando un incremento del 102% rispetto al 2022. Questo dato riflette una crescente emergenza abitativa nella provincia, come sottolineato dal Segretario Generale UIL Lombardia Enrico Vizza, che ha collegato la crisi agli aumenti dei prezzi, costi energetici elevati e un’inflazione fuori controllo, fattori che hanno eroso il potere d’acquisto dei lavoratori, rendendo difficile il pagamento degli affitti. La situazione di Bergamo è solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio che affligge l’intera Lombardia, dove in provincia si sono registrati complessivamente 4.262 sfratti.
Le cause della crisi abitativa e l’impatto sui lavoratori
L’aumento dei costi della vita, accompagnato da affitti elevati, ha messo in difficoltà numerosi lavoratori, molti dei quali non riescono più a sostenere le spese per la casa nonostante uno stipendio. Secondo Vizza, la maggior parte dei lavoratori colpiti da sfratto guadagna tra 1.000 e 1.400 euro al mese, con affitti che assorbono fino al 70% dello stipendio. Questa situazione si riflette in altre province lombarde, come Monza, che ha registrato un aumento degli sfratti del 71%, mentre alcune aree come Sondrio, Pavia e Lecco hanno visto un calo significativo dei casi, rispettivamente del -51%, -5,46% e -3,33%.
Le richieste della Uil e il forum sulla rigenerazione urbana
La UIL chiede un intervento deciso da parte del Governo, delle Regioni e dei Comuni per affrontare l’emergenza abitativa. Vizza critica l’assenza di un piano concreto per sostenere i lavoratori che, nonostante abbiano un impiego, sono costretti a lasciare le loro case. In Lombardia si stima che vi siano circa 20.000 alloggi sfitti di proprietà pubblica, come quelli gestiti da Aler e MM a Milano, risorse che potrebbero essere utilizzate per alleviare la pressione sugli affitti.
In vista del forum sulla rigenerazione urbana organizzato dal Comune di Milano, la UIL intende ribadire le proprie proposte per una gestione più equa delle risorse abitative, chiedendo di mettere al centro della discussione i bisogni dei lavoratori che tengono in vita le città, ma che si trovano ad affrontare condizioni di precarietà abitativa. Vizza ha evidenziato la necessità di superare gli slogan e concentrarsi su interventi concreti per risolvere la crisi.
La necessità di un intervento politico a lungo termine
Anche il coordinatore territoriale UIL Bergamo, Pasquale Papaianni, ha sottolineato l’importanza di una visione a lungo termine per affrontare la crisi abitativa. La UIL ha da tempo proposto ai sindaci dei Comuni capoluogo e a ANCI Lombardia di avviare un’azione coordinata per affrontare il problema, proponendo modifiche ai Piani di Governo del Territorio (PGT) e interventi sovracomunali con una visione decennale. Papaianni ha inoltre auspicato che le nuove giunte comunali insediate recentemente prendano seriamente in considerazione la questione, evitando di trascurare un tema così cruciale per la vita dei cittadini.
Conclusioni: la necessità di una risposta concreta all’emergenza sfratti
La situazione a Bergamo e nelle altre province lombarde mostra un quadro preoccupante. L’emergenza abitativa non riguarda solo chi è disoccupato o in condizioni di estrema povertà, ma colpisce anche lavoratori che, nonostante abbiano un reddito, non riescono a far fronte agli affitti sempre più elevati. La richiesta della UIL è chiara: serve un’azione politica efficace e tempestiva per risolvere il problema e garantire a tutti il diritto a una casa.
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