Sicurezza sul lavoro: formazione emozionale con le vittime di infortunio

Un progetto innovativo di Confindustria Bergamo e Anmil coinvolge i lavoratori in una formazione che passa dalla teoria alla testimonianza diretta di chi ha subito gravi infortuni.

La formazione sulla sicurezza sul lavoro si evolve grazie a un progetto sperimentale ideato da Confindustria Bergamo in collaborazione con Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). Il progetto, avviato quest’anno in una decina di aziende del territorio, ha coinvolto circa 300 lavoratori in un nuovo tipo di formazione definita “emozionale”, che porta nei luoghi di lavoro le testimonianze di chi è rimasto vittima di gravi infortuni. Il successo riscontrato ha spinto gli organizzatori a pianificare una diffusione più ampia per il 2025.

La nascita del progetto

L’idea è nata durante la Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro del 2022, come raccontato da Paolo Rota, vicepresidente di Confindustria Bergamo. Il dialogo tra Confindustria e Anmil ha portato alla realizzazione di un progetto concreto per affrontare la formazione sulla sicurezza in modo più coinvolgente e umano. Durante l’edizione 2024 della giornata, tenutasi a Brembate Sopra, Rota ha sottolineato che il format sperimentale ha generato un forte impatto emotivo sui partecipanti, dimostrando la necessità di una formazione che vada oltre la semplice normativa prescrittiva.

Il valore della formazione emozionale

Il punto di forza di questo innovativo approccio risiede nella testimonianza diretta degli istruttori di Anmil, persone che hanno vissuto in prima persona le conseguenze di un infortunio sul lavoro. Questi formatori, attraverso il racconto delle proprie esperienze di mutilazione o invalidità, sono in grado di trasmettere un messaggio che tocca profondamente i lavoratori. “La loro capacità di comunicare le proprie storie ha stimolato riflessioni importanti”, ha spiegato Rota, evidenziando come l’obiettivo sia passare da una sicurezza puramente prescrittiva a una sicurezza comportamentale, che coinvolga tutti i livelli aziendali.

Questo tipo di formazione punta a sensibilizzare i lavoratori sul fatto che un infortunio non impatta solo l’individuo, ma l’intera comunità aziendale, dai colleghi ai dirigenti. La componente umana di questa formazione permette di superare l’approccio tecnico e razionale, rendendo i lavoratori più consapevoli dei rischi e delle conseguenze di comportamenti non sicuri.

Verso un futuro strutturale

Dopo la fase sperimentale, il progetto è destinato a espandersi nel 2025, coinvolgendo un numero maggiore di aziende, con il supporto di Confindustria Bergamo. L’obiettivo è di estendere il programma a piccole e medie imprese (PMI), integrando la formazione emozionale nei tradizionali corsi sulla sicurezza. Rota ha sottolineato l’importanza di convincere più imprenditori a partecipare, descrivendo l’iniziativa come un vantaggio per le aziende, che possono contare su una formazione capace di fare davvero la differenza.

Un progetto che guarda al futuro

Il progetto di formazione emozionale sulla sicurezza rappresenta un importante passo avanti nella promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. La sinergia tra Confindustria e Anmil ha creato una nuova consapevolezza tra i lavoratori, dimostrando che la sicurezza non è solo una questione di normative, ma un valore da vivere e condividere quotidianamente. Il prossimo anno, il progetto sarà aperto su base volontaria a tutte le aziende interessate, con l’obiettivo di raggiungere una copertura capillare del territorio.

Redazione

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