I garage come via di fuga dopo aver consumato un delitto ancora avvolto nella nebbia dei misteri e delle ipotesi alla voce movente. L’unica certezza, finora, nel femminicidio di Costa Volpino, è che mella notte tra venerdì e sabato 26 ottobre, una giovane studentessa è stata brutalmente uccisa nella sua abitazione. Il sospettato è un vicino di casa, arrestato poche ore dopo il delitto.
La scoperta del corpo e l’allarme
L’assassinio è avvenuto in un appartamento al terzo piano di un complesso residenziale in via Nazionale 124. La prima chiamata al 112 è giunta all’1.18: la vittima, Sara Centelleghe, diciottenne, viene trovata in un lago di sangue nel corridoio di casa, colpita da 11 fendenti con un paio di forbici al torace e al volto. A scoprire il corpo è un’amica che si trovava con lei, salvo essersi allontanata per prendere bibite al distributore ai piedi del condominio all’una più o meno precisa. 150 metri di distanza, in un lasso di tempo che l’omicida ha sfruttato. Al suo rientro, l’amica ha trovato macchie di sangue e impronte di piedi nudi sul pianerottolo per poi scoprire il corpo di Sara una volta rientrata in casa.
Le indagini e l’arresto
Le indagini dei Carabinieri di Clusone e Bergamo, coordinate dal sostituto procuratore Giampiero Golluccio, si sono subito concentrate sul vicino, Jashan Deep Bashan, 19 anni, magazziniere di origini indiane che vive in un’altra scala nello stesso complesso residenziale. Sarebbe entrato nella casa di Sara passando dai garage comuni, collegati da una scala interna. Diverse impronte insanguinate e gocce di sangue vengono trovate lungo la scala che conduce ai posti auto, dove il giovane avrebbe cercato di pulirsi dopo il delitto. Il suo garage è stato successivamente sequestrato dagli inquirenti. Alle 8.45 di sabato mattina, i Carabinieri si sono presentati alla sua porta per trarlo in arresto, conducendolo in caserma dove ha finito per confessare l’omicidio durante l’interrogatorio del pomeriggio.
La confessione e il trasferimento in carcere
Il sospettato, interrogato dal pm Golluccio e assistito dall’avvocato Fausto Micheli, ha ammesso gli addebiti venendo infine tradotto al carcere di Bergamo. Nel frattempo, i Carabinieri hanno provveduto a sequestrare vestiti e lenzuola dalla sua abitazione, dove si presume siano presenti tracce di sangue.
L’amica e i vicini di casa
La testimonianza dell’amica di Sara, che aveva lasciato l’abitazione per pochi minuti, risulta fondamentale per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Un residente conferma di averla vista tranquilla mentre fumava una sigaretta fuori dall’edificio, prima di risalire in casa e fare la tragica scoperta. I Carabinieri, inizialmente concentrati anche sull’amica, escludono rapidamente il suo coinvolgimento nel delitto. Una vicina di casa, Paola Facchinetti, racconta di aver sentito urla nella notte e di aver visto le luci del pianerottolo accese. Il marito della donna, accorso nell’appartamento, tenta di aiutare Sara fino all’arrivo dei soccorsi, ma purtroppo invano.
L’autopsia e i punti oscuri
La salma di Sara viene portata all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia per chiarire ulteriori dettagli sulla dinamica dell’omicidio. Restano ancora diversi punti oscuri, in particolare il movente del delitto. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo su questi aspetti, ma si ipotizza che il giovane possa essere stato spinto da un rifiuto o da motivazioni legate a precedenti problemi con la giustizia, dato che in passato era stato coinvolto in questioni legate alla droga. Gli accertamenti proseguono per chiarire le circostanze che hanno portato a questo tragico evento.
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