Oggi, venerdì 8 novembre, il settore dei trasporti pubblici ha registrato un’importante adesione allo sciopero nazionale, con i lavoratori impegnati a rivendicare condizioni di sicurezza migliori e il rinnovo del contratto collettivo.
La mobilitazione nazionale e le ragioni della protesta
Indetto a livello nazionale da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl, lo sciopero coinvolge tutto il comparto del trasporto pubblico locale, senza prevedere le consuete fasce di garanzia: solo il 30% del servizio è stato garantito in determinati orari, con picchi di copertura tra le 6.15 e le 9.15 del mattino e dalle 12.30 alle 15.30. Il messaggio è chiaro: è necessario un cambiamento sostanziale che porti investimenti nel settore per migliorare le condizioni lavorative e la qualità del servizio.
Adesione alta in Bergamasca
Nella provincia di Bergamo, dove i lavoratori del trasporto pubblico locale raggiungono il migliaio, l’adesione è stata molto elevata. Secondo i sindacati locali, tra le principali aziende – come Atb e Teb per i servizi cittadini, oltre ad Arriva Italia, Autoservizi Locatelli e altre per il servizio extraurbano – la partecipazione è stata di circa il 96% per Atb, 85% per Arriva, e tra il 60-70% per Locatelli e Sai. Anche Atb Bergamo conferma un’adesione del 70% durante le fasce di garanzia, con un supporto pressoché totale fuori da queste fasce, fatta eccezione per i servizi indispensabili come la navetta Aeroporto-Stazione.
La scarsa attrattività del settore e la carenza di personale
Negli ultimi anni, il settore del trasporto pubblico locale ha sofferto di una cronica mancanza di personale, una problematica che peggiora a causa delle condizioni di lavoro poco attrattive e dei salari stagnanti. I sindacati stimano che in Italia manchino all’appello tra il 10% e il 15% degli autisti necessari, cioè oltre 10.000 operatori indispensabili per coprire il servizio programmato e quello minimo.
Richieste per il futuro: contratti e sicurezza
Le richieste dei lavoratori si concentrano su un aumento della sicurezza sui mezzi e nelle stazioni, una riduzione degli orari prolungati e un miglioramento salariale. Queste rivendicazioni si accompagnano alla necessità di rinnovare il contratto nazionale, già al centro delle proteste dello scorso 18 luglio e 9 settembre. L’obiettivo è un servizio pubblico di qualità per i cittadini e una riforma del settore che possa rendere il comparto più attrattivo per i nuovi lavoratori, riducendo così il continuo turnover e garantendo un servizio più efficiente.
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