Un importante progetto da 1 milione e 60 mila euro, finanziato da Regione Lombardia, permetterà di riportare a cielo aperto il torrente di Santa Brigida, in provincia di Bergamo. L’iniziativa, presentata durante un sopralluogo effettuato il 5 dicembre 2025 dal consigliere regionale Jonathan Lobati, dall’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi e dal sindaco Manuel Rossi, punta a risolvere le criticità causate dal tombotto esistente e a migliorare la sicurezza idrogeologica della Valle Sgavada.
Il torrente di Santa Brigida liberato dal tombotto
Secondo quanto spiegato durante l’incontro, il progetto prevede che il torrente, attualmente intubato in una struttura inadeguata, sarà lasciato libero di scorrere a cielo aperto nella maggior parte del suo corso. Solo in alcuni tratti sarà previsto un intubamento, ma con sezioni più ampie e facilmente ispezionabili. Il progetto esecutivo è previsto entro la fine del 2025, con l’inizio dei lavori fissato per l’estate 2026 e conclusione stimata nei primi mesi del 2027.
Rischio idrogeologico: la Regione interviene
L’opera si è resa necessaria a causa di gravi problemi idrogeologici causati dal tombotto attuale, costruito decenni fa per contenere il corso d’acqua. In caso di forti piogge, infatti, si verifica spesso un’ostruzione che causa l’allagamento delle strade circostanti. “L’intervento che andremo a realizzare nella Valle Sgavada – ha dichiarato l’assessore Comazzi – rappresenta un enorme passo in avanti per la sicurezza della popolazione e la mitigazione del rischio idrogeologico, oltre ad apportare indubbi benefici dal punto di vista ambientale”.
Oltre Santa Brigida: il piano del Pirellone
L’assessore ha inoltre sottolineato che la rimozione del tombinamento nella parte mediana della valle consentirà un migliore deflusso idraulico e il trasporto di materiale liquido-solido, eliminando le criticità emerse durante gli eventi alluvionali del 12 luglio e del 13 agosto 2025. Comazzi ha aggiunto: “Questo importante progetto sarà il primo di una serie di interventi che andremo a effettuare in futuro in altre zone della Lombardia, in ottica di prevenzione, tutela del territorio e difesa del suolo”.
Lobati e il caso studio
Anche il consigliere regionale Jonathan Lobati, presidente della V Commissione Territorio al Pirellone, ha evidenziato l’innovazione rappresentata da questo intervento. “Quello di Santa Brigida rappresenta un caso studio: solitamente si mettono nei tubi i corsi d’acqua, cosa che, però, spesso causa problemi idrogeologici. Qui si farà il contrario: una buona pratica che è stata apprezzata dalla Regione e potrebbe fare da esempio per altre situazioni simili”, ha spiegato Lobati durante il sopralluogo.
Torrente e paesaggio
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di prevenzione dei rischi idrogeologici e tutela del territorio, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei residenti e preservare l’ambiente naturale. La rimozione del tombotto nella Valle Sgavada non è solo un intervento tecnico, ma anche un contributo concreto alla valorizzazione del paesaggio e alla gestione sostenibile delle risorse idriche.
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