La provincia di Bergamo conquista per la prima volta il vertice dell’Indagine sulla Qualità della vita del Sole 24 Ore, un riconoscimento che celebra il benessere del territorio italiano attraverso l’analisi di 90 indicatori suddivisi in sei categorie. Dietro Bergamo si piazzano Trento e Bolzano, confermando il predominio del Nord Italia, mentre le grandi città, come Milano e Roma, scendono nelle posizioni.
Un successo costruito dopo il Covid
La scalata di Bergamo è significativa: dal 52° posto nel 2020, un anno drammatico segnato dalla pandemia, al primo posto nel 2024. Nel 2023 si era già attestata al quinto posto, dimostrando una costante crescita. Questo risultato è attribuito a un lavoro corale tra istituzioni, imprese, scuole e cittadini, come sottolineato dall’ex sindaco Giorgio Gori, che ha definito la vittoria «un esempio di ripartenza comunitaria».
Tra i fattori determinanti ci sono l’Indice di Sportività, vinto dalla provincia bergamasca, e il miglioramento nei servizi pubblici e nelle opportunità economiche, che l’hanno resa una realtà competitiva nel panorama nazionale.
Le città nella top 10
La classifica 2024 evidenzia una prevalenza delle province del Nord-Est. Oltre a Bergamo, spiccano Monza e Brianza (4ª), Cremona (5ª), Udine (6ª), Verona (7ª) e Vicenza (8ª). Bologna, unica grande area metropolitana in classifica, si piazza al 9° posto, ma registra un calo significativo rispetto al 2023. Ascoli Piceno, al 10° posto, debutta nella top 10 grazie al primato nella categoria “Giustizia e sicurezza”.
Il Nord si conferma leader del benessere, con Trentino-Alto Adige, Lombardia e Veneto tra le regioni più rappresentate.
Mezzogiorno: segnali di difficoltà
Sul fondo della classifica permangono le province del Sud, con Reggio Calabria ultima. Tra le peggiori troviamo Catania, Messina e Palermo, insieme a Napoli e Cosenza. Tuttavia, emergono piccoli segnali positivi: alcune province, pur rimanendo indietro, mostrano miglioramenti in aree specifiche come ambiente e cultura.
Anche nel Nord si segnalano difficoltà, con due province liguri, Imperia e Savona, tra le ultime 30 posizioni, indicando che il benessere non è distribuito uniformemente nemmeno nelle regioni più sviluppate.
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