Prosegue lo sciopero nello stabilimento di Bolgare della Italian Cable Company Spa, azienda specializzata nella produzione di cavi elettrici per grandi commesse, con circa 300 dipendenti. La mobilitazione, iniziata ieri 17 dicembre e in corso fino alle 6 del 18 dicembre, ha raggiunto un’adesione del 70% tra i lavoratori fino al turno pomeridiano. Il presidio è stato organizzato dai sindacati Femca Cisl, Filctem Cgil e Rsu.
La scintilla della protesta
Il dissenso nasce dalla proposta aziendale di modificare l’orario lavorativo introducendo un ciclo continuo a 21 turni, coinvolgendo 15 lavoratori del reparto BU Connessioni. La trattativa si è arenata a causa di divergenze sulla turnazione e sulla gestione delle ferie, che la direzione vorrebbe conteggiare nei turni di riposo. Questi cambiamenti sono stati percepiti come un ulteriore aggravio rispetto a problematiche già segnalate in passato, senza adeguate soluzioni.
I sindacati sottolineano che la decisione dell’azienda di spingere per il ciclo continuo nasce dai ritardi accumulati su importanti commesse, ma contestano la mancanza di rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) e delle normative vigenti.
Il presidio e le azioni sindacali
Dalle 5.30 del 18 dicembre, i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, situato in via Francesca. Le sigle sindacali denunciano la mancata serietà della direzione aziendale nelle trattative e ribadiscono l’importanza di una discussione rispettosa dei diritti dei dipendenti. Le richieste principali riguardano il rispetto delle normative contrattuali e la risoluzione dei problemi organizzativi e gestionali accumulati nel tempo.
Secondo i rappresentanti sindacali, ogni decisione presa unilateralmente su singoli aspetti operativi influisce sull’intero sistema produttivo e sulle competenze aziendali. La rottura delle trattative si è verificata proprio per l’incapacità di trovare un accordo su questi punti critici.
Critiche al vicepresidente di Confindustria Bergamo
La protesta assume una dimensione ulteriore per via del ruolo di Paolo Rota, vicepresidente di Confindustria Bergamo con delega alle relazioni sindacali e alla contrattazione. I sindacati si dichiarano rammaricati, affermando: “Ci saremmo aspettati che Rota applicasse nella sua azienda i principi che sostiene a livello associativo”.
Lo sciopero è stato proclamato come “primo avviso” alla direzione della Italian Cable Company, con l’obiettivo di ripristinare un dialogo costruttivo. Il messaggio dei lavoratori è chiaro: ogni decisione deve tenere conto delle esigenze di chi contribuisce quotidianamente al funzionamento dell’azienda.
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