Emergono nuovi dettagli sul brutale omicidio di Mamadi Tunkara, trentaseienne gambiano addetto alla vigilanza del supermercato Carrefour di via Tiraboschi a Bergamo. La Procura ha contestato a Sadate Djiram, ventottenne originario del Togo, le aggravanti di premeditazione e futili motivi, aumentando il peso dell’accusa iniziale di omicidio volontario.
Secondo gli inquirenti, Sadate avrebbe agito con l’intenzione di uccidere: il pomeriggio di venerdì 3 gennaio, avrebbe raggiunto il supermercato con un coltello da 27 centimetri, cercando Mamadi prima all’interno del punto vendita e poi all’esterno, dove lo ha infine accoltellato. L’arma, recuperata successivamente in via Paglia, conferma la pianificazione dell’atto, legata a una presunta relazione tra Mamadi e l’ex compagna di Sadate, che lo aveva lasciato pochi giorni prima.
Le aggravanti e il rischio di ergastolo
La sostituta procuratrice Silvia Marchina ha evidenziato che le circostanze aggravanti, inizialmente non previste, rendono possibile una condanna all’ergastolo per Sadate. Con la premeditazione e i futili motivi, il caso sarà trattato dalla Corte d’Assise, data la gravità dei reati contestati.
Sadate è stato arrestato sabato 4 gennaio alle 14.25 a Chiasso, mentre cercava di fuggire verso Lugano. Il fermo è avvenuto prima della sua confessione, principalmente per il pericolo di fuga. La Procura ha richiesto al giudice per le indagini preliminari (gip) di convalidare il fermo, con l’interrogatorio fissato per martedì 7 gennaio.
Il quadro delle indagini e la difesa
Le riprese delle telecamere di sorveglianza del supermercato sono un elemento chiave nell’indagine, poiché mostrano Sadate mentre cerca Mamadi prima dell’aggressione. Durante l’interrogatorio, il ventottenne sarà assistito dal suo avvocato d’ufficio, Micaela Viscardi. La difesa avrà il compito di analizzare le accuse mosse dalla Procura e preparare una strategia per il processo.
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