Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una mozione sulle “Pratiche sanitarie e veterinarie in relazione alla predazione da lupo”, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti a disposizione per monitorare e gestire la presenza del lupo sul territorio. La mozione prevede la pubblicazione di dati dettagliati su presenza e predazioni, oltre all’introduzione di nuove tecniche di monitoraggio, come il campionamento genetico, per accertare con precisione la specie dell’animale aggressore.
L’incremento della popolazione di lupi in Lombardia
I dati del Rapporto Grandi Carnivori 2023, in attesa delle rilevazioni del 2024, confermano un rapido aumento della presenza del lupo in Lombardia. Nel 2023 sono stati registrati 961 segni di presenza, con un incremento superiore al 35% delle unità riproduttive minime (branchi e coppie) in un solo anno.
Un fenomeno in costante crescita che, secondo il consigliere regionale Michele Schiavi (FDI), richiede un intervento deciso: “La gestione del lupo e dei grandi carnivori è un tema al quale da tempo stiamo dedicando una profonda attenzione con mozioni, interrogazioni e con la costituzione di un apposito gruppo di lavoro in seno alla commissione montagna. Il recente rapporto sui grandi carnivori in Lombardia evidenzia un fenomeno in costante espansione che richiede il massimo impegno delle istituzioni regionali sia nella prevenzione dei danni che nel sostegno a coloro che hanno subito le predazioni”.
L’impegno per il monitoraggio e la raccolta dati
Uno degli aspetti fondamentali della mozione è il rafforzamento delle misure di verifica delle aggressioni e delle predazioni. “Con la mozione di oggi – prosegue Schiavi –, chiediamo un impegno alla Giunta Regionale nel confermare e potenziare le misure già in atto per quanto riguarda la verifica delle aggressioni e delle predazioni, riaffermando l’importanza della raccolta e dell’analisi dei dati. Un monitoraggio capillare della situazione e la massima pubblicità dei dati certi disponibili sono un elemento fondamentale per poter giungere alla soluzione di un problema che sta mettendo in ginocchio un numero sempre maggiore di allevatori della montagna lombarda”.
Indennizzi anche per gli animali d’affezione
Tra le novità introdotte dalla mozione vi è anche l’ampliamento delle possibilità di indennizzo previste dalla polizza regionale, che ora includerà anche gli animali d’affezione, a causa del crescente rischio di predazione.
“Grazie a una proposta di Fratelli d’Italia, a firma del collega Giacomo Zamperini, il Consiglio ha inoltre impegnato la Giunta Regionale ad ampliare le possibilità di indennizzo attualmente previste dalla polizza regionale, includendo gli animali d’affezione tra quelli oggetto di risarcimento, dato il crescente rischio di predazione a loro danno. Basti pensare che nel solo 2023 si sono verificate 15 predazioni di questo genere, dato sicuramente sottostimato considerato che l’assenza del risarcimento non incentiva la denuncia da parte di chi subisce il danno. Abbiamo inoltre richiesto di introdurre indennizzi differenziati, in base al valore economico reale dell’animale predato, che spesso varia da razza a razza, ma che oggi non viene riconosciuto”.
L’importanza di un piano strutturato per il contenimento del lupo
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Jonathan Lobati, che ha ribadito l’importanza di un piano di contenimento a lungo termine per affrontare il problema: “La presenza del lupo nelle nostre valli è una grave minaccia alla sopravvivenza degli allevamenti e, in un periodo storico in cui si parla spesso di spopolamento della montagna, è ancora più importante mantenere alta l’attenzione su questo tema, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per contenere questo fenomeno e aiutare i nostri allevatori a lavorare con serenità. Bene questo nuovo programma di monitoraggio, che deve però essere solo l’inizio di un successivo e più strutturato piano di contenimento del lupo, la cui presenza nei nostri territori non può comunque considerarsi la normalità”.
Conclusioni: Regione Lombardia rafforza l’impegno nella gestione del fenomeno
La mozione approvata conferma l’intenzione della Regione Lombardia di tutelare allevatori e agricoltori colpiti dalle predazioni, garantendo un monitoraggio più efficace e strumenti di sostegno economico adeguati.
“Con questo atto – conclude Schiavi – si conferma l’impegno di Regione Lombardia nella tutela della sicurezza dei cittadini, degli animali e di tutta la zootecnia di montagna dai rischi derivanti dalla diffusione dei grandi carnivori: continueremo con convinzione il nostro lavoro per portare questi temi all’attenzione delle istituzioni, nell’ottica di un percorso virtuoso capace di coinvolgere allevatori e agricoltori del territorio”.
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