Ci sono luoghi che raccontano la storia meglio di qualsiasi libro. Credaro, con le sue architetture medievali, le testimonianze romane e i paesaggi che si specchiano nelle acque del fiume Oglio, è uno di questi. Questo itinerario, lungo 13,5 km e con un dislivello di circa 300 metri, è perfetto per chi ama camminare senza fretta, lasciandosi sorprendere dai dettagli e dai panorami che solo il Basso Sebino può offrire.
Il punto di partenza: la ciclovia della Rosta
Si parte dal cimitero di Credaro, dove si trova un comodo parcheggio. Da qui, si imbocca la Ciclovia della Rosta, un tratto della più ampia Ciclovia della Cultura, che collega Bergamo e Brescia, le due città Capitale della Cultura nel 2023. Il percorso si sviluppa accanto al fiume Oglio, costeggiando la collina di Montecchio, un tempo dominata da un castello medievale, oggi trasformato in una villa privata.
Dopo circa venti minuti di cammino si arriva alla grande diga costruita nel 1933, realizzata per regolare il flusso delle acque dal lago d’Iseo. Qui sorge la contrada Fosio, un minuscolo borgo che, fino al 1929, faceva parte del comune di Villongo Sant’Alessandro. La sua storia è legata a quella di Sarnico, con cui nei secoli ha condiviso un’intensa attività commerciale grazie alla presenza del porticciolo e della seriola Fusia, un antico canale navigabile scavato nel 1347 dai nobili Oldofredi di Iseo.
Verso la sponda bresciana e il sentiero della Fusia
Per proseguire l’itinerario bisogna attraversare il ponte di Sarnico e raggiungere la sponda bresciana del lago, passando accanto a un vecchio mulino con una gigantesca pala rotante. Da qui si segue la strada fino alla seconda rotonda di Paratico, dove si trovano le indicazioni per il Sentiero Verde dell’Oglio (SVO).
Il sentiero, che costeggia la seriola Fusia, offre una vista perfetta sul nucleo medievale di Fosio e permette di immergersi in un paesaggio in cui la natura ha ancora il sopravvento. Seguendo il canale si costeggia anche lo storico stabilimento Niggeler & Kupfer, un’azienda tessile fondata nel 1876 da imprenditori svizzeri, che costruirono accanto all’opificio una centrale idroelettrica per garantirne l’autosufficienza energetica.
Dopo quattro chilometri lungo la seriola, il sentiero incrocia la strada provinciale che collega Capriolo a Tagliuno. Qui si apre una vista panoramica sul Castello di Calepio e sul borgo fortificato di Trebecco, le prossime tappe del nostro viaggio.
Il ritorno in terra bergamasca: il castello di Calepio e Trebecco
Attraversato il ponte sull’Oglio, si torna in provincia di Bergamo, imboccando la scalinata che porta al nucleo storico di Calepio. Qui il tempo sembra essersi fermato: il castello (privato), le torri medievali, il palazzetto nobiliare e la pieve di San Lorenzo raccontano la lunga storia di questo luogo, reso ancora più affascinante dalla caratteristica pietra di Credaro, che dona alle costruzioni una calda tonalità dorata.
Proseguendo verso Trebecco, si supera una cappella votiva dedicata ai morti della peste del 1630 e si sale lungo una strada che si inerpica fino al castello. Questo borgo medievale fortificato, risalente al X secolo, è un vero gioiello di architettura militare: l’unico ingresso è costituito da una torre-porta, mentre all’interno si sviluppano corti irregolari, separate da una strada stretta che divide la struttura in due parti.
Trebecco fu per secoli proprietà dei conti Martinengo, che lo scelsero come residenza prima di trasferirsi nel più imponente castello di Calepio. Oggi il borgo è stato in parte recuperato, ma conserva ancora l’atmosfera di un luogo fuori dal tempo.
Le chiese romaniche di Credaro
Lasciato Trebecco, il percorso continua verso Credaro, dove ci attendono due chiese romaniche di straordinaria bellezza.
La prima è la chiesa di San Fermo e Rustico, risalente all’XI secolo, caratterizzata da un imponente campanile alto 16 metri, unico esempio in provincia di Bergamo con una torre in facciata. Il contesto agreste in cui sorge la rende un piccolo gioiello architettonico immerso nel verde.
La seconda è la chiesa di San Giorgio, menzionata per la prima volta in un documento del 1260, ma che conserva al suo interno affreschi dell’XI secolo e opere del celebre Lorenzo Lotto. Purtroppo, nel Cinquecento, l’edificio fu inglobato da un cenobio di suore dell’ordine dei Serviti, poi trasformato in una dimora contadina. Oggi l’edificio è sede di un centro di ascolto della Caritas e alcune delle opere di Lotto sono visibili attraverso vetrate protettive.
Il ritorno al punto di partenza
L’ultimo tratto del percorso ci porta attraverso la Contrada Cornale, un borgo del XV secolo splendidamente restaurato, fino a via Monti, che ci riporta al punto di partenza.
Un viaggio nella storia, nella natura e nell’arte, attraverso un itinerario che permette di scoprire angoli nascosti della provincia bergamasca e immergersi in un Medioevo ancora vivo, fatto di castelli, borghi fortificati e chiese millenarie.
Per chi volesse approfondire, l’associazione “Il Romanico nel Basso Sebino” organizza visite guidate alle chiese medievali della zona.
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