Hanno sfidato il divieto, attraversato aree protette in motoslitta e poi condiviso tutto sui social. Ora, però, quattro residenti della Val Brembana, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, sono stati denunciati dai Carabinieri Forestali per aver violato il regolamento del Parco delle Orobie, dove il transito di mezzi motorizzati è severamente vietato.
Il percorso vietato e l’impatto ambientale
Secondo le ricostruzioni, il gruppo ha percorso diverse zone di alta quota, tra cui i Laghi Gemelli, il Lago del Diavolo, i Laghi di Ponteranica e il Monte Avaro. Le escursioni sono partite da Roncobello e Capovalle, attraversando aree protette come la Conca di Mezzeno e il Passo di Mezzeno.
L’uso delle motoslitte in queste zone rappresenta un grave danno per l’ecosistema montano, sia per il disturbo agli animali selvatici, molti dei quali in letargo, sia per l’inquinamento acustico e i danni al manto nevoso. Il colonnello Amerigo Filippi, comandante provinciale della Forestale, ha confermato la gravità della violazione, ricordando che il transito è vietato fuori dalle strade agrosilvopastorali e che sono previste tre sanzioni per ciascun trasgressore.
Identificati grazie ai social e sanzionati
I Carabinieri Forestali sono riusciti a individuare i responsabili proprio grazie ai video pubblicati dagli stessi escursionisti sui social. In passato, segnalazioni simili erano risultate difficili da verificare, ma questa volta le immagini hanno fornito prove inequivocabili.
Al momento, tre persone sono già state denunciate, mentre il quarto verrà segnalato a breve. Le sanzioni amministrative ammontano complessivamente a circa 2.000 euro, con ulteriori multe per chi ha raggiunto il Lago del Diavolo, transitando senza autorizzazione sulla strada agrosilvopastorale che da Pagliari porta al Rifugio Longo, accessibile solo con permessi specifici.
Proteste degli scialpinisti e rischi per la sicurezza
Oltre ai danni ambientali, la presenza delle motoslitte nei sentieri innevati ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza degli escursionisti. Numerosi scialpinisti hanno segnalato i solchi profondi lasciati dai mezzi, che possono rappresentare un pericolo durante le discese.
Gli episodi, avvenuti il 17 gennaio e il 15 febbraio, confermano un problema già noto nel Parco delle Orobie. Tuttavia, il controllo del territorio risulta complesso per la vastità dell’area e la scarsità di personale per i controlli.
L’operazione della Forestale sottolinea l’importanza del rispetto delle regole ambientali, per proteggere la biodiversità e garantire la sicurezza di chi frequenta la montagna in modo responsabile.
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