Un’operazione della polizia di frontiera ha portato all’arresto di quattro cittadini bulgari, tra cui una madre e sua figlia, sorpresi a compiere un borseggio all’aeroporto di Orio al Serio. Fermati mercoledì 12 marzo, sono accusati di aver derubato una passeggera appena sbarcata. Gli agenti ritengono che il gruppo sia responsabile di altri due furtiavvenuti nello scalo il 3 e il 10 marzo.
Il furto e l’arresto
L’episodio è avvenuto intorno alle 13:30, nella zona d’uscita dell’area d’attesa dell’aeroporto. La vittima, una donna di Crotone, era appena atterrata e si stava dirigendo a Milano per un ricovero ospedaliero. Le borseggiatrici le hanno sfilato il portafogli dallo zaino, senza accorgersi che conteneva solo 50 euro, documenti e carte di credito. Dopo un rapido controllo, una delle donne ha gettato via il portafogli, ma la vittima si è accorta subito del furto e ha denunciato l’accaduto alla polizia.
Grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza, gli agenti hanno individuato e fermato le tre donne e il loro presunto complice, un 55enne bulgaro che le attendeva all’esterno su una Opel Vectra, parcheggiata nei pressi dell’ingresso carrale dello scalo.
I precedenti e le accuse
Secondo le indagini, il gruppo sarebbe responsabile di altri due furti, avvenuti con le stesse modalità. Il 3 marzo, un passeggero è stato derubato mentre era al bar dell’aeroporto, mentre il 10 marzo un altro è stato preso di mira mentre sedeva nell’area arrivi. In entrambi i casi il bottino è stato di circa 150 euro, ma le vittime si sono accorte del furto troppo tardi, quando i ladri si erano già dileguati.
Gli investigatori sospettano che i quattro arrestati si recassero regolarmente a Orio al Serio da Pioltello (Milano) per compiere borseggi. Tuttavia, nell’interrogatorio di convalida, l’uomo ha dichiarato di aver semplicemente dato un passaggio alle donne in cambio di 20 euro, affermando che si recavano in aeroporto per controllare i prezzi dei voli per la Bulgaria.
Decisione del giudice e processo
Il giudice Andrea Guadagnino ha convalidato l’arresto, ma ha disposto la scarcerazione dei quattro con divieto di dimora in Bergamasca. Il gruppo tornerà in tribunale per il processo per direttissima, fissato per il 16 aprile.
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