Il termovalorizzatore della Montello e le preoccupazioni territoriali
Il progetto per la costruzione di un termovalorizzatore a Montello, gestito dalla Montello Spa, sta sollevando numerosi dubbi e proteste. Cittadini, amministrazioni locali e associazioni ambientaliste hanno espresso la loro netta contrarietà, evidenziando come l’impianto possa risultare incompatibile con i criteri di salvaguardia dell’area del Valcalepio Doc, una zona rinomata per la produzione del vino e protetta dalla normativa sulle denominazioni di origine controllata.
L’interrogazione del PD in Regione
Il Partito Democratico ha sollevato ufficialmente la questione con un’interrogazione presentata il 15 aprile 2025 dai consiglieri regionali Davide Casati e Jacopo Scandella. Nella loro interrogazione, i consiglieri hanno messo in evidenza il rischio che la costruzione del termovalorizzatore comprometta la denominazione del Valcalepio Doc, sottolineando che l’impianto potrebbe violare i criteri di salvaguardia stabiliti dalla normativa.
Normativa nazionale e regionale in contrasto
I consiglieri Casati e Scandella hanno ricordato che il Testo Unico sull’Agricoltura (D.Lgs. 228/2001) stabilisce che le aree sotto denominazione Doc e Docg sono non idonee per la localizzazione di impianti di smaltimento o recupero rifiuti. Tuttavia, il Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti (Prgr) sembra entrare in contrasto con questa normativa, eliminando i riferimenti che escludono queste aree dalla possibilità di ospitare tali impianti.
Sospensione dei procedimenti di autorizzazione
Un ulteriore aspetto sollevato riguarda la legge ordinamentale del 2024, che stabilisce la sospensione dei procedimenti autorizzativi per nuovi impianti di incenerimento e termovalorizzatori di rifiuti, nonché per l’ampliamento di quelli esistenti. Secondo questa legge, i procedimenti pendenti saranno sospesi fino all’approvazione dei piani territoriali di coordinamento provinciale, che non avverrà prima del 31 ottobre 2025.
La richiesta di chiarimenti alla Regione
I consiglieri del PD hanno chiesto alla Direzione Generale Ambiente della Regione Lombardia di chiarire se la sospensiva prevista dalla legge ordinamentale del 2024 si applica anche alla Provincia di Bergamo. Inoltre, hanno sollevato la questione della compatibilità normativa tra la DGR sui criteri di localizzazione degli impianti e la legge nazionale che esclude le aree Doc dalla possibilità di ospitare impianti di smaltimento rifiuti.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.