Mattinata di paura a Ponte Nossa, dove un cane di razza Amstaff ha aggredito mortalmente un meticcio e ferito la sua padrona, una donna di 43 anni residente nel paese. L’aggressione si è verificata intorno alle 10.30 in via Libertà, lungo la strada che conduce al centro cittadino. Secondo quanto ricostruito, l’American Staffordshire Terrier è sfuggito al controllo del suo padrone, un cinquantenne del posto che si trovava all’ingresso della propria abitazione.
Il cane si sarebbe divincolato improvvisamente, attaccando violentemente il meticcio e la donna che lo conduceva al guinzaglio. Nonostante il tentativo di difesa, per il cane più piccolo non c’è stato nulla da fare: è morto sul posto per le ferite riportate. La sua carcassa è stata successivamente recuperata dai familiari della padrona.
Donna ferita e ricoverata, attivata l’Ats
La donna è rimasta ferita durante l’aggressione, riportando contusioni che hanno richiesto l’intervento dei sanitari. È stata trasportata all’ospedale di Piario in codice verde, segno che le sue condizioni, pur non gravi, necessitavano di cure mediche. Sul luogo dell’aggressione è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Clusone, incaricata di raccogliere testimonianze e accertare la dinamica dell’incidente. Le forze dell’ordine hanno anche provveduto a informare l’Ats di Bergamo, come previsto in casi che coinvolgano animali potenzialmente pericolosi.
L’Amstaff era assicurato
Dalle prime verifiche, è emerso che l’Amstaff era regolarmente assicurato per episodi di questo tipo, elemento che potrà incidere sulla gestione delle eventuali responsabilità civili. L’American Staffordshire Terrier, razza originaria degli Stati Uniti, è nota per la sua forza fisica, il temperamento energico e l’estrema fedeltà. Tuttavia, è anche considerata una razza potenzialmente pericolosa, per cui sono richieste misure precauzionali più stringenti in contesti pubblici.
Preoccupazione tra i residenti
L’episodio ha generato forte preoccupazione tra i residenti, soprattutto in una zona abitualmente frequentata da famiglie, anziani e proprietari di animali. Il caso riaccende il dibattito sulla necessità di controlli più severi e sulla gestione dei cani appartenenti a razze ritenute a rischio, specie in ambito urbano. Al momento, non è ancora noto se l’animale verrà sottoposto a provvedimenti restrittivi da parte dell’Ats.
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