La battaglia per preservare l’area agricola attorno al Santuario di Caravaggio ha raggiunto un risultato positivo. Il Comune di Misano Gera d’Adda, guidato dal sindaco Ivan Tassi, ha deciso di stralciare dal Piano di Governo del Territorio (Pgt) l’insediamento logistico e l’area artigianale previsti a soli 500 metri dal luogo sacro. Questa decisione arriva dopo l’approvazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della variante al Pgt, avvenuta venerdì 9 maggio. Ora, quel terreno è classificato come “ambito agricolo di tutela assoluta”, il che significa che non sarà possibile costruirvi nulla, nemmeno strutture leggere come capanni per attrezzi.
La promessa del sindaco Tassi e l’analisi normativa
La scelta di bloccare l’insediamento logistico rappresenta un punto centrale del programma elettorale del sindaco Tassi, che aveva promesso ai suoi elettori di fermare il progetto se fosse stato eletto. Tuttavia, prima di poter procedere, l’amministrazione ha dovuto verificare attentamente la situazione normativa, poiché la precedente Giunta guidata da Daisy Pirovano aveva adottato, ma non ancora approvato, il piano attuativo che includeva il progetto di Valtidone Logistic Development di Assago, presentato nel 2023. Una volta accertata l’assenza di impedimenti legali, è stato possibile procedere con lo stralcio definitivo.
Un progetto controverso e fortemente contestato
Il progetto della piattaforma logistica, che avrebbe coperto 29.000 metri quadrati, accompagnato da una zona artigianale di 6.000 metri quadrati, aveva sollevato forti critiche. Oltre alle preoccupazioni degli abitanti, si erano espressi con decisione anche le associazioni ambientaliste, come Legambiente, e la stessa Diocesi di Cremona, responsabile del Santuario. Le proteste avevano raggiunto il culmine l’anno scorso, quando un ampio movimento di cittadini ha organizzato una manifestazione con flash mob per chiedere la tutela dell’area. Anche i vescovi lombardi si erano uniti all’appello, sollecitando le autorità locali a fermare l’ennesima costruzione di logistiche in una zona già densamente interessata da questi insediamenti.
La lunga strada verso lo stop definitivo al progetto
Prima dell’arrivo dell’attuale amministrazione, la precedente Giunta aveva tirato dritto, adottando il piano attuativo a gennaio 2024. Tuttavia, le pressioni dei cittadini, delle associazioni e dello stesso Santuario hanno infine portato a un cambio di direzione, culminato nella decisione di stralciare definitivamente l’area dal Pgt. Questa scelta rappresenta una vittoria significativa per tutti coloro che si sono battuti per proteggere il carattere agricolo e spirituale dell’area, che ora potrà continuare a svolgere il suo ruolo di luogo di preghiera e riflessione, lontano dal traffico e dall’inquinamento industriale.
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