Omicidio Sara Centelleghe: chiesto il rinvio a giudizio per il 19enne Jashandeep Badhan

Il giovane elettricista indiano rischia l’ergastolo per le aggravanti di crudeltà, minorata difesa e nesso teleologico. Udienza preliminare fissata per il 9 settembre.

sara centelleghe

La Procura di Bergamo ha chiuso le indagini sull’omicidio di Sara Centelleghe, la 18enne di Costa Volpino uccisa il 25 ottobre scorso. Il pm Gianpiero Golluccio ha chiesto il rinvio a giudizio per Jashandeep Badhan, 19 anni, elettricista di origine indiana, reo confesso del delitto. L’udienza preliminare è stata fissata per il 9 settembre davanti al gip Vito Di Vita.

Le accuse: tre aggravanti e rischio ergastolo

Il quadro accusatorio nei confronti di Badhan è particolarmente pesante. Al giovane sono contestate tre aggravanti:

  • Crudeltà: per la violenza brutale con cui ha infierito sulla vittima;

  • Minorata difesa: Sara, colta nel sonno, non ha avuto modo di difendersi;

  • Nesso teleologico: la rapina del cellulare della vittima come parte integrante del delitto.

Se anche solo una delle aggravanti fosse riconosciuta, Badhan rischierebbe di finire a processo ordinario davanti alla Corte d’assise con la possibilità di una condanna all’ergastolo.

La ricostruzione della notte del delitto

Secondo la ricostruzione del pm, la sera del 25 ottobre Sara Centelleghe si trovava a casa con un’amica di 17 anni. Badhan le aveva scritto un messaggio per ottenere marijuana in cambio di cocaina. La 17enne era scesa a incontrarlo, lasciando Sara momentaneamente sola in casa.

Tuttavia, Badhan non si era presentato all’appuntamento, ma era salito direttamente nell’appartamento della vittima. Qui avrebbe iniziato a frugare in cerca di droga, svegliando Sara con i rumori. Quando la ragazza aveva iniziato a urlare, Badhan l’aveva colpita con pugni al volto, per poi sferrarle almeno 67 colpi con una forbice e infine strangolarla.

L’interrogatorio: “Ero strafatto di cocaina ed eroina”

Durante l’interrogatorio, Badhan ha ammesso di essere stato in uno stato di alterazione da stupefacenti al momento del delitto:
«Avevo assunto cocaina, eroina e cortisone e cercavo hashish per calmarmi», ha dichiarato al pm, aggiungendo di fare uso costante di cannabinoidi e cocaina.

Subito dopo l’arresto, il 19enne è stato posto in osservazione per 30 giorni nel reparto di Psichiatria. Ora è detenuto nel carcere di Pavia.

Redazione

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