Nonostante le temperature roventi delle ultime settimane, a Bergamo non si sono registrati picchi significativi negli accessi al Pronto Soccorso. Lo conferma l’Ats locale, che monitora quotidianamente la situazione sanitaria legata all’emergenza caldo. Dal 1° giugno al 2 luglio, la media giornaliera degli accessi è stata di 1.072 casi, con soli due superamenti rilevanti: il 30 giugno (1.205 accessi, +12,4%) e il 23 giugno (1.197 accessi, +11,7%), in corrispondenza di giornate con massime di 35°C e 32°C.
Ats: “Il sistema regge, ma non abbassare la guardia”
«I cittadini stanno seguendo le raccomandazioni e questo ha fatto la differenza», spiega il dottor Alberto Zucchi, direttore del Servizio Epidemiologico di Ats Bergamo. Secondo l’analisi, nonostante il caldo intenso, non si è verificato un incremento costante e critico degli accessi ospedalieri, spesso legato a colpi di calore, disidratazione, scompensi pressori o aggravamento di patologie croniche.
«Le persone fragili, gli anziani, i bambini e i pazienti cronici restano le categorie più a rischio», sottolinea Zucchi, «ma anche chi vive da solo merita attenzione, attraverso servizi di prossimità o assistenza sociale.»
Tre livelli di allerta per le ondate di calore
Il sistema di sorveglianza attivo a Bergamo prevede tre livelli di allerta:
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Livello 1 (verde → gialla): si attiva con temperature massime ≥32°C; inizia il monitoraggio delle persone vulnerabili.
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Livello 2 (gialla → arancione): scatta con massime ≥34-35°C e un aumento del 5-10% degli accessi in PS tra le fasce deboli.
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Livello 3 (arancione → rossa): è l’allerta massima e si attiva con temperature ≥36-37°C protratte per almeno due giorni e incremento degli accessi fino al 10-15%.
Queste soglie, definite su base statistica e climatica, sono tarate sulla realtà bergamasca, inserita in una zona continentale del Nord Italia. Ats mette a disposizione sul proprio sito istituzionale il “Piano caldo”, con linee guida e consigli per affrontare correttamente le ondate di calore.
Accessi al PS stabili grazie anche alle misure di prevenzione
L’analisi dei dati, riferita al primo semestre 2025, mostra come il sistema sanitario locale abbia tenuto bene grazie a una rete di prevenzione ormai strutturata. Zucchi segnala l’importanza di ambienti climatizzati nelle case di riposo e negli ospedali, oltre all’impatto positivo della normativa regionale che vieta il lavoro all’aperto nelle ore centrali durante le giornate a rischio.
Un altro aspetto rilevante è rappresentato dalla corretta gestione dei farmaci, in particolare per i soggetti ipertesi: «È fondamentale, durante il caldo intenso, valutare con il proprio medico se sia necessario ridurre i dosaggi», aggiunge Zucchi.
“Sensibilizzazione efficace, ma attenzione ancora necessaria”
L’assenza di picchi gravi non deve far abbassare la guardia. «Siamo nel pieno dell’ondata di calore, ed è essenziale mantenere alta l’attenzione», conclude il direttore di Ats Bergamo a Bergamonews. Le buone pratiche – come idratarsi, evitare uscite nelle ore più calde e creare ambienti freschi – restano fondamentali.
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