Bergamo, oltre 200 alberi abbattuti dal nubifragio: «Ci vorranno settimane per rimuoverli»

Dopo la tempesta del 7 luglio la città fa i conti con i danni al patrimonio verde: ancora 4 i parchi chiusi. Interventi in corso al Parco Suardi

La ferita verde causata dal violento nubifragio del 7 luglio resta profonda. Oltre 200 alberi sono stati abbattuti tra sradicamenti, crolli e tagli precauzionali. Quattro i parchi pubblici ancora chiusi, con interventi di verifica e messa in sicurezza in corso. La situazione richiederà ancora settimane di lavoro per tornare alla normalità.

L’assessore all’Ambiente Oriana Ruzzini ha fatto il punto sui lavori di ripristino, annunciando che da venerdì 18 luglio riapriranno altri quattro parchi: Parco Mira a Redona, il giardino di via Pizzo Redorta a Celadina, il Parco degli Scout a Valtesse e il Parco La Crotta in Città Alta. Qui, due olmi monumentali sono stati abbattuti dalla tempesta. Intanto ha già riaperto il Parco Gasparini a Boccaleone.

Restano chiusi invece il Parco Suardi, al centro dell’attenzione dopo il crollo di una quercia di 26 metri domenica 13 luglio, il giardino Del Filatoio, il Parco 8 Marzo e il Parco Pissarol. A questi si aggiunge il Parco Marenzi, inaccessibile per motivi non legati al nubifragio, ma per un cantiere in corso fino a fine mese.

Al Suardi si attendono le verifiche di due piante di pregio con inclinazione sospetta, segnalate dai Vigili del fuoco: «Venerdì saranno esaminate da agronomi specializzati di Varese – ha spiegato Ruzzini a L’Eco di Bergamo –. Se confermata la pericolosità, il parco resterà chiuso ancora per alcuni giorni». In caso contrario, si potrebbe procedere alla riapertura.

Il bilancio verde è pesante: oltre 200 alberi in meno in città. Alcuni erano già compromessi, altri sono stati abbattuti per sicurezza, ma molti sono ancora a terra in attesa di essere rimossi. Solo in Città Alta, sul Viale delle Mura, ci sono ancora almeno due tronchi da portare via. A questi si aggiungono ramaglie e alberi caduti in scuole e parchi, come al Caprotti e all’Istituto Belotti di Colognola, dove la rimozione è urgente per garantire le attività dei centri estivi.

La rimozione totale richiederà settimane, conferma Ruzzini. Nel frattempo, l’amministrazione sta valutando il riutilizzo del legname abbattuto in ottica ambientale: «Il materiale potrebbe essere impiegato per creare arredi naturali o corridoi ecologici per la microfauna. L’obiettivo è trasformare una perdita in un’opportunità circolare», ha dichiarato.

Il Comune di Bergamo sta lavorando su più fronti per il ripristino del verde urbano, tra sicurezza, tutela delle piante di pregio e valorizzazione delle risorse naturali residue. Il bilancio del maltempo è ancora aperto, ma la città comincia lentamente a riconquistare i suoi spazi pubblici.

Redazione

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