Cresce il numero di strutture alberghiere che hanno deciso di aderire alla class action europea contro Booking.com, promossa da Federalberghi, HOTREC e più di 30 associazioni nazionali del settore. L’azione legale collettiva, coordinata dalla Hotel Claims Alliance, mira a ottenere il risarcimento dei danni economici provocati dalle clausole di parità tariffaria imposte per anni dal portale alle strutture ricettive.
La scadenza per registrarsi è stata ufficialmente prorogata fino al 29 agosto 2025, dopo le numerose richieste ricevute e tenendo conto del carico di lavoro estivo per gli operatori. Gli hotel interessati possono aderire in modo gratuito e senza rischi, grazie al supporto finanziario di fondi specializzati, registrandosi tramite la piattaforma www.mybookingclaim.com.
La class action è sostenuta da una recente e fondamentale sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (C-264/23 del 19 settembre 2024), che ha stabilito l’illegittimità delle clausole di parità tariffaria (o parity rate) imposte da Booking.com. Tali clausole impedivano agli hotel di offrire prezzi inferiori o condizioni migliori attraverso i propri canali di vendita diretti, configurandosi come una pratica anticoncorrenziale e lesiva della libertà commerciale.
Le conseguenze sul mercato sono state rilevanti: distorsione della concorrenza online, aumento artificiale delle commissioni e disincentivazione delle prenotazioni dirette. L’azione collettiva mira ora a recuperare le somme versate in eccesso dagli albergatori europei dal 2004 ad oggi, permettendo un risarcimento potenzialmente significativo per migliaia di strutture.
Il procedimento sarà portato avanti presso i tribunali dei Paesi Bassi, scelti per garantire un percorso legale unificato ed efficiente a livello comunitario. A oggi, la class action ha già raccolto oltre 10.000 adesioni, coinvolgendo alberghi da più di 25 Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Polonia, Grecia, Portogallo, Belgio e Scandinavia.
Secondo Federalberghi, si tratta di un’occasione storica per affermare i diritti del settore alberghiero nei confronti delle piattaforme digitali, troppo a lungo dominanti in posizione di forza. L’iniziativa vuole essere anche un segnale forte contro le pratiche scorrette nel mercato digitale, a tutela della libera concorrenza e dell’autonomia commerciale degli hotel.
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