La nottata si è trasformata in una lunga sequenza di violenza e interventi per gli agenti della Questura di Bergamo, chiamati poco dopo l’1.30 da un residente allarmato per una lite in strada. Due uomini ubriachi stavano urlando in mezzo alla carreggiata, disturbando il riposo del vicinato; quando la volante è giunta sul posto la situazione è precipitata.
Gli agenti hanno individuato i litiganti e hanno chiesto i documenti: uno ha esibito regolarmente la carta d’identità, l’altro si è rifiutato categoricamente di farsi identificare. Dopo un primo tentativo di convincimento, i poliziotti hanno invitato l’uomo a seguirli in questura: non appena si è avvicinato alla volante, ha perso il controllo, cominciando a urlare, agitare le braccia, a tirare calci e persino a tentare di mordere un agente. Il suo comportamento ha reso necessario l’intervento deciso delle forze dell’ordine.
Immobilizzato sul marciapiede a causa della sua stazza, l’uomo è stato ammanettato ma non si è arreso: una volta bloccato a terra ha sbattuto la testa ripetutamente sull’asfalto; un agente gli ha sostenuto il capo per evitare danni maggiori. In fase di trasferimento in volante, l’uomo ha dato una spallata violenta che ha ferito un operatore, costretto poi al ricovero: per lui è stata disposta una prognosi di cinque giorni. Non contento, l’arrestato ha infranto il finestrino della portiera con calci, causando danni anche al veicolo di servizio.
Durante la perquisizione personale in questura, sono stati trovati 11 grammi di hashish addosso all’uomo. La notte è proseguita in cella di sicurezza: al mattino si è presentato davanti al giudice, ammettendo di non ricordare nulla a causa del forte stato di ubriachezza — l’uomo ha dichiarato di aver bevuto tre bottiglie di whisky insieme a un amico. Le scuse rivolte ai poliziotti non hanno evitato la convalida dell’arresto; per l’accusato, identificato con le iniziali M.B. e di nazionalità marocchina, sono state contestate le ipotesi di reato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale oltre alla denuncia per danneggiamento. Non sono state imposte misure cautelari: il processo è stato rinviato al 30 ottobre.
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