Dopo anni difficili, il commercio nelle aree montane della provincia di Bergamo inizia a dare segnali di ripresa. In particolare, l’Alta Valle Seriana e la Val di Scalve registrano un aumento delle attività del terziario nell’ultimo biennio, a conferma di una tenuta migliore rispetto al resto del territorio provinciale. A trainare il rilancio sono i servizi e il settore dell’ospitalità, favoriti dalla vocazione turistica e dalla minore pressione della grande distribuzione.
I numeri della ripartenza
Secondo i dati forniti da Ascom Bergamo, le attività del terziario sono passate da 1.366 nel 2020 a 1.400 nel 2024, con una crescita del +2,5% in cinque anni e del +12% negli ultimi due. Il settore trainante è quello dei servizi, cresciuto del +28% tra il 2022 e il 2024.
Nel dettaglio, la distribuzione delle imprese nei 24 comuni della zona evidenzia quattro ambiti territoriali principali:
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Area di Ponte Nossa (12,7% del totale): comprende comuni come Gorno, Parre e Premolo.
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Asta del Serio (18,2%): Ardesio è il comune più vivace, seguito da Gromo e Valbondione.
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Val di Scalve (10,6%): spicca Schilpario, che ha superato Vilminore come numero di attività.
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Altopiano e conca della Presolana (58,5%): con Clusone che da sola raccoglie oltre il 30% delle imprese del terziario e Castione il 13%.
Ripartono ristorazione e pubblici esercizi
Se nel quinquennio 2020-2024 il commercio al dettaglio ha sofferto (alimentari -8,8%, non alimentari -9,1%, pubblici esercizi -6,8%), l’ultimo biennio segna un’inversione di tendenza:
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+2,7% i negozi alimentari (+3 unità)
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+1,9% i non alimentari (+5)
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+5,8% i pubblici esercizi (+18), grazie soprattutto alla riapertura di ristoranti
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+10,4% l’ospitalità (+5 strutture)
Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo, sottolinea a L’Eco di Bergamo come la tenuta economica dell’area sia legata a un mix di fattori strutturali e culturali: “I dati socio-economici parlano di piena occupazione e redditi medio-alti. La vocazione turistica e le abitudini di consumo incentrate sulla relazione personale sono decisive per la vitalità del commercio locale. La concorrenza della Gdo si sente meno, così come l’impatto dell’e-commerce”.
Viabilità e investimenti: le sfide
La nota dolente resta però la viabilità, su cui Fusini chiede interventi urgenti: “È il nodo critico da risolvere per evitare spopolamento e desertificazione commerciale. Inoltre, è fondamentale sostenere gli investimenti degli imprenditori, soprattutto nel settore turistico e sportivo legato alla montagna”.
L’appello di Bonicelli: “Serve più supporto a chi resiste”
A raccogliere l’invito al confronto e alla progettualità è anche Luca Bonicelli, presidente del gruppo Gastronomi-Salumieri di Confcommercio e titolare di Bonicelli Catering a Villa d’Ogna, realtà nata da una storica bottega di famiglia.
“Oggi il commercio deve innovarsi – afferma –. Un piccolo aumento di negozi alimentari non basta: bisogna fare di più, serve il contributo di tutti, dalla politica agli imprenditori. Noi siamo la luce accesa nei centri storici, un presidio sociale oltre che commerciale. Serve sostenere chi resta e ci crede”.
Bonicelli lancia anche un invito concreto: rilanciare il Distretto del commercio dell’Asta del Serio, promuovendo un confronto attivo tra operatori, istituzioni e territorio: “Sediamoci tutti attorno a un tavolo, serve coesione per costruire un futuro sostenibile”.
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